Poker infrasettimanale per gli amici dell'AfterDark albizzatese: l'inizio del torneo ha coinciso con gli ultimi minuti di un Novara-Inter già diventato storico, per la gioia di molti dei presenti e le bestemmie degli altri. Prima di parlare di chi c'era, parliamo di chi non c'era: Albi conferma l'assoluta fortuità della precedente vittoria rifiutandosi di difendere il titolo, e inventandosi la scusa dell'allenamento (che consiste nel sedersi ripetutamente in panchina per trovare la posizione migliore sulla quale affrontare i 40' di partita). A fronte dell'assenza del "campione" in carica si registra la prima partecipazione di Stefano Papaleo detto Pupu, brillante fantacalcista castronnese in costante stato di lutto a causa delle pessime notizie da Novara. Oltre a lui, trovano posto nello scantinato di casa Corio il padrone di casa, Rega, Papa, Trok e Divo.
Rega, indubbiamente traumatizzato dalla mancanza di Albi, dopo poche mani si vede spiattellare in faccia un poker di 3 servitogli da Teo Corio, e non può far altro che usufruire del primo rientro; la stessa strada verrà seguita da Trok, pur al termine di una mano meno spettacolare. Il primo a cedere definitivamente è Divo: gli è bastato un solo torneo di assenza per dimenticare completamente le basi fondamentali del gioco, tanto da foldare un AQ e altre mani oscene e da uscire mestamente contro il colore di Trok, senza dimostrare quel pizzico di aggressività in più che lo stava trasformando da una folding-machine a un pokerista decente.
Papa, Trok e Teo sono i più lunghi al tavolo, ma proprio il futuro sturacessi della Lindt, dopo qualche manche non azzeccata, non trova l'incastro tanto ambito e viene eliminato dal sorprendente Pupu, che però cederà da lì a poco. Un Rega difensivo e tenace come l'Uruguay di Tabarez si affaccia dunque al podio, e ad un certo punto sembra destinato all'heads up, quando Trok perde il 90% del suo stack contro un tris di Papa: tuttavia, come la formica della favola, il biondo steroidomane recupererà passo dopo passo, rischiando tantissimo ma vedendosi premiato con l'eliminazione di Rega. L'atto finale è un festival scandinavo, con Papa nettamente favorito: tuttavia, il grande chiavatore castronnese subisce la "sindrome di Albi", quella particolare patologia che, fino a settimana scorsa, portava al suicidio totale chi partiva all'heads up con uno stack nettamente superiore. Anche qui Trok rimonta e strappa un mille dopo l'altro al rivale, che si vede scoppiare il suo asso da una coppia di sei che scende al flop. Andrea Pozzi da Albizzate, dopo una buona serie di tornei insignificanti, vince meritatamente il torneo e risale posizioni nella money list: eppure, per la classifica stagionale, sembra ancora una questione a tre tra Teo, Rega e Papa. Il prossimo torneo saprà dirci di più.
mercoledì 21 settembre 2011
sabato 17 settembre 2011
Ma allora c'è una speranza per tutti!
"Io non credo nei miracoli...tu sei stata per me l'eccezione": questa canzone, portata al successo dall'arcisatese Laura Bono al Sanremo giovani 2005, è adattissima a descrivere l'Afterdark di ieri sera. Perché il 2011 pokeristico sembrava trascinarsi stancamente verso la fine con i soliti duelli ad alto livello tra Teo e Rega, e qualche brillante inserimento di Papa; agli altri erano restate le briciole o poco più. Soprattutto ad Albi, troppo spesso un Usain Bolt del tavolo verde, nel senso che riusciva a farsi eliminare dopo poco più di 9'' dall'inizio del torneo. Eppure la ruota della vita gira per tutti, e ieri sera questo particolare esemplare di cattolico-skinhead solbiatese ha bissato quel successo che gli mancava dai tempi dell'eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei. Un successo meritato, nulla da dire, per quanto alcuni suoi fold sarebbero stati da ricovero in neurochirurgia: ma lo studente fuoricorso della prestigiosa università di Puffolandia ha comunque fatto registrare una sapiente gestione delle chips, soprattutto dopo una bastonata iniziale che lo aveva ridotto ai minimi termini. Anche perché l'heads up finale è stato qualcosa di assolutamente banale, contro una brillantissima e splendidissima Ciuffy che comunque aveva già la pancia piena per essersi aggiudicata i primi 10€ dell'anno: la ragazza, ormai prossima alla coattizzazione a causa del suo trasferimento a Roma, ha messo in mostra grandi qualità che le hanno permesso ad esempio di fare meglio del fratello Teo, che certo non si può lamentare delle carte viste mano dopo mano; tuttavia, negli ultimi mesi il campione albizzatese sembra aver smarrito quella lucidità pokeristica necessaria per tramutare delle buone mani in vittorie sicure, anche se non manca un po' di sfortuna, considerando che Albi lo elimina con due scale consecutive (ma non poteva prendere l'ascensore?....)
Per il resto, i ben nove partecipanti della serata hanno dato vita ad un torneo lungo, intenso ma con pochi momenti di vero sussulto: tra questi si segnalano il full con cui il noto ultras interista e deputato di Rifondazione Comunista Lazza elimina Trok, piuttosto che il colore di Papa che annienta il tris d'assi di Ema, un Ema che avrebbe spostato mari e monti pur di partecipare a questo poker, ma che si è dimostrato ancora una volta inadatto a sfide di alto livello, quasi peggio di Belinelli. Buona la prestazione di Polpo Paul Pocho Lavezzi, che chiude al quarto posto facendo sudare quaranta camicie agli altri tre prima della sua dolorosa eliminazione; onesta e coraggiosa la prova di Rega, che resiste molto più di quanto il suo stack avrebbe consentito. E Divo? No, non lo abbiamo citato non perché come al solito non ha giocato una cazzo di mano, ma semplicemente perché era assente causa improrogabili impegni sentimentali.
Dunque ha vinto Albi. E' la classica favola italiana, come quegli scudetti vinti dal Cagliari o dall'Hellas Verona. Voci non confermate dicono che in questo momento stia percorrendo in ginocchio tutto il cammino di Santiago de Compostela, autofrustandosi con la corda con cui si sarebbe impiccato in caso di mancata vittoria, per ringraziare chi di dovere. E il suo successo serva da lezione: se ce l'ha fatta lui, ce la possono fare tutti. Anche se, si sa, i miracoli accadono una volta sola. =)
Per il resto, i ben nove partecipanti della serata hanno dato vita ad un torneo lungo, intenso ma con pochi momenti di vero sussulto: tra questi si segnalano il full con cui il noto ultras interista e deputato di Rifondazione Comunista Lazza elimina Trok, piuttosto che il colore di Papa che annienta il tris d'assi di Ema, un Ema che avrebbe spostato mari e monti pur di partecipare a questo poker, ma che si è dimostrato ancora una volta inadatto a sfide di alto livello, quasi peggio di Belinelli. Buona la prestazione di Polpo Paul Pocho Lavezzi, che chiude al quarto posto facendo sudare quaranta camicie agli altri tre prima della sua dolorosa eliminazione; onesta e coraggiosa la prova di Rega, che resiste molto più di quanto il suo stack avrebbe consentito. E Divo? No, non lo abbiamo citato non perché come al solito non ha giocato una cazzo di mano, ma semplicemente perché era assente causa improrogabili impegni sentimentali.
Dunque ha vinto Albi. E' la classica favola italiana, come quegli scudetti vinti dal Cagliari o dall'Hellas Verona. Voci non confermate dicono che in questo momento stia percorrendo in ginocchio tutto il cammino di Santiago de Compostela, autofrustandosi con la corda con cui si sarebbe impiccato in caso di mancata vittoria, per ringraziare chi di dovere. E il suo successo serva da lezione: se ce l'ha fatta lui, ce la possono fare tutti. Anche se, si sa, i miracoli accadono una volta sola. =)
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