Torni a casa, stanco e trafelato, dopo un pesante giorno universitario milanese (e sottolineo: milanese. Altro che l'Insubria!), e ti trovi davanti un articolo denigratorio, ingiusto, un calunnioso mix di porcate copiate da Augusto Minzolini ed Emilio Fede, non proprio simboli del giornalismo pulito. Come reagisci? Accettando le critiche, sicuramente. Ma anche facendo notare al mondo intero alcune particolari caratteristiche dell'autore di quel pezzo, tale Alberto Riganti da Solbiate Arno, che lo definiscono alla perfezione. Stiamo parlando di un soggetto unico al mondo, l'Alfa e l'Omega, lo Ying e lo Yang, il Tutto e il Niente. Pokeristicamente è il niente più assoluto, il nothing, il black hole. Si deve a lui una nota patologia inserita nell'enciclopedia medico-pokeristica 2011, quella "Sindrome di Albi" che colpisce il chipleader al momento dell'heads up, tanto più frequente quanto è più alto lo stack in questione. A memoria d'uomo, si ricordano almeno 4 o 5 occasioni in cui questo studente modello, fuoricorso di appena mezzo secolo, si presentava alla battaglia finale in una posizione d'assoluto vantaggio, e puntualmente veniva distrutto dal rivale (tra cui anche il sottoscritto). Certo, il buon biondino ha vinto un paio di volte anche con qualche discreto lampo di genio, ma l'assoluta incapacità di rigirare a proprio vantaggio delle situazioni vincenti lo rendono un pokerista di mediocre caratura, uno che gioca solo con l'asso in mano, uno di quelli che tutti vorrebbero avere al tavolo. Ah, ovviamente ogni torneo si apre con la sua immancabile dichiarazione "La vittoria sarà mia!" di griffiniana memoria. E puntualmente il tavolo verde gli dà torto.
Ma Albi non è solo poker, Albi è tanto altro. Albi è entrato negli annali della storia per quei suoi capelli biondo platino sfoggiati con orgoglio la scorsa estate, un orrido miscuglio tra Platinette e Cristiano Malgioglio, un look per il quale sarebbero dovuti andare in galera, buttando via la chiave, sia lui che il parrucchiere. Chissà quante persone, distratte dal bagliore di quel biondo bile/vomito, hanno condotto la propria auto contro un palo, un albero o altri ostacoli. Non è un caso che Solbiate Arno abbia fatto registrare un tasso di incidenti più alto di New York tra la metà di agosto e la metà di settembre.
Albi è anche quel ragazzo di antichi valori che ogni domenica e ogni estate allieta i suoi compaesani facendo il "capo"animatore del locale oratorio. Un gesto nobile, direte voi. Già, dedicare del tempo agli altri, senza chiedere nulla in cambio, che cuore...sarà così? No! Perché lui è PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! per farlo. Un mercenario. Eccola, quella prostituzione intellettuale tanto decantata da Mourinho. Eccola, la moderna meretrice di Babilonia citata nella Bibbia. Albi mercifica. Albi è una puttanella.
Infine, Albi ha un atroce segreto elettorale. Ha votato il nano pelato? O peggio ancora, lo Spadone razzista? O è forse un comunista estremo travestito da chiesarolo? Niente di tutto ciò. Signori e signore, Pierferdinando Casini. Quell'uomo che la mena sulla famiglia e poi è divorziato e risposato. Quell'uomo che ha molestato mezza Italia durante l'ultima campagna elettorale con quelle odiose telefonate registrate che ti svegliavano alle tre di notte: "Salve, sono Pierferdinando Casini, candidato alle prossime..."... "Vaffanculo ti e tutti quanti quei come ti!"era la risposta più in voga. Ma si può? Come cazzo si fa a votare Casini? Ditemelo! E soprattutto, trovatemi un'altra persona in tutta Italia che lo abbia fatto!
Si potrebbe dire tanto altro. Si potrebbe parlare per ore e ore, citare aneddoti e ricordi, inventare e inventare ancora. Ma no, mi fermo qui. Perché, nonostante tutto, Albi è Grande. Di una grandezza profonda, incommensurabile, come pochi altri personaggi in milioni di anni di storia. Una di quelle persone che ti entrano nel profondo e non te ne escono più. Comunque, appena ti vedo ti fracasso il pene a suon di pugni. Cordialmente, Rega.
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