sabato 24 dicembre 2011

Tutto come previsto: Rega vince ancora

Era nell'aria. Lo avevo annunciato, in chiusura dell'ultimo post: datemi una chance e ve lo pianto in quel posto. Così è stato. Terza vittoria in carriera (più di Albi, che pure gioca sin dai tempi dei Flinstones), terza vittoria stagionale (più di Albi), primo posto nella money list annuale (meglio di..sì insomma, sempre lui). I numeri da soli valgono molto. Numeri che non sarebbero stati tali senza una buona dose di fortuna, è vero: ma tutte le più grandi imprese sportive sono accompagnate dalla buona sorte. Se Totti non avesse trasformato quel rigore fasullo contro l'Australia, l'Italia non sarebbe mai e poi mai diventata campione del mondo. La fortuna conta. E pure tanto.
Ci si trova in otto, in pieno clima natalizio, nella riscaldata mansarda-chiavodromo del Riganti che, quest'estate, aveva visto brillare la stella di Ema: il Cattaneo non può dunque mancare all'appuntamento, al quale prendono parte ovviamente Rega, Albi, Teo, Lazza, Pocho, il rientrante Divo e il debuttante Toscanino. Con le assenze di Trok e Papa, gli occhi di tutti sono concentrati su Rega e Teo, gli unici in grado di insidiare la leadership della money list. Tuttavia, Teo e Albi stasera condividono un triste record: sono loro due a ciularsi entrambi i rientri, sono loro due i primi a saltare definitivamente. Teo è scoppiato dall'Andrea Lazzarotto, pokerista in netta crescita pur con delle idee politiche perlomeno discutibili; Albi, beh, c'è poco da dire...quando un KK si trova di fronte un AA (del buon Cattaneo) la storia si scrive da sola. E' un po' come beccare Jessica Fletcher ad una festa: si sa che ci scapperà il morto, e si sa già chi sarà. I due ragazzi, dopo le rispettive eliminazioni, passano una mezz'oretta abbondante a confessarsi reciprocamente sul divano, con tanto di ego te absolvo finale, per poi riprendere i consueti atti di bullismo al tavolo verso vittime non meglio specificate.
Nonostante non ci sia Papa a tenere banco con le sue impareggiabili perle di saggezza, il tempo scorre rapido, e i pokeristi restano in sei sino all'approssimarsi della vigilia di Natale, quando il debuttante Toscanino, al termine di una partita sofferta, deve cedere ad un Ema in versione carnefice. Ah, finora abbiamo parlato più o meno di tutti, meno che di uno: quel Divo che, di ritorno da Roma, non è cambiato di una virgola. Persino Casper è più attivo di lui al tavolo. Poche, pochissime mani giocate e un'eliminazione meritata per mano di Rega che, da quel momento, si accende definitivamente. La mano decisiva avviene pochi minuti più tardi: il sottoscritto si becca il secondo full al flop della serata, decisivo per condannare l'incosciente Cattaneo che aveva sparato l'all-in. Si resta in tre: un Rega pieno come un tacchino steroidato, un Lazza che si è difeso tenacemente e un Pocho sempre attivo, pur senza mani clamorose, che è la seconda potenza al tavolo. In poco tempo, un colore al river premia nuovamente Rega ai danni del Lazzarotto, che si accontenta dei 5€ del terzo posto; l'heads up è senza storia anche se dura comunque una decina di minuti, nonostante una differenza di stack notevole. Per il brillante Pocho la soddisfazione dei primi 10€ di una lunga e gloriosa carriera; per Rega, i 35 della vittoria e, soprattutto, del fottuto primato nella classifica annuale. Bene così, si incassa e si porta a casa. Com'è che non parla più nessuno?

venerdì 9 dicembre 2011

Ave al nuovo leader Trok!

I suoi capelli sono biondi, la sua maglia è ultraattillata, il suo viso è palesemente scandinavo: tutto questo è Andrea Pozzi, soprannominato Trok per qualche oscura ragione, il nuovo leader dell'Afterdark 2011, quando manca al massimo una tappa alla conclusione. Un Trok in versione Grinch: o almeno, così è stato nei confronti di Albi, che si è visto rubare la possibilità di trascorrere un sereno Natale da una sua clamorosa mossa. Grandi lacrime per il giovane solbiatese, ancora una volta ko a pochi metri dal traguardo: peccato, era tutto perfetto, sembrava la perfetta favola natalizia....il bambino deriso e insultato da tutti, quello che alle medie veniva infilato con la testa nel cesso, era lì, ad un passo dalla vittoria, ad un passo dal diventare leader della classifica generale. L'American Airlines di Trok annienta, uccide, stermina la mediocre coppietta alta pescata al flop da Albi, condannandolo ai 5 euro del terzo posto (e considerando che ha usufruito anche del rientro, non è stata una mossa economicamente saggia). In mezzo, un TeoCorio che arriva all'heads up al termine dell'ennesima, solita rimonta con il classico stile di all-in a nastro: tutti sanno come gioca, nessuno ha il coraggio di chiamarlo. E' sempre così, sarà sempre così. Ma nel duello finale il padrone di casa dura il tempo di un amen, il tempo di un sospiro durante un orgasmo: Trok se ne sbarazza in sette secondi netti.

La battaglia per il podio non è stato l'unico momento clou di un afterdark particolarmente affollato. Lacrime di gioia quando, assieme al dottor Cattaneo, si presenta al tavolo Matteo Gus Hansen Cervini, assente addirittura da febbraio, quando comunque aveva messo insieme un primo ed un secondo posto: s'era poi disperso tra tette e culi (non solo femminili) milanesi, per tornare, come il figliol prodigo, sotto l'albero di Natale. E gioca bene il Tiuz: elimina il favorito Papadia con QQ contro 22, si mantiene a lungo nelle prime posizioni ma paga la mancanza di condizione e di abitudine, chiudendo ai piedi del podio con un indimenticabile all-in con 25. Non mancano mai le emozioni, nemmeno quando Ema sfoggia un brillante AA contro A9 fiori dell'amico Ste: il Ghiringhelli, unico e vero simbolo della Pallacanestro Castronno, pesca un clamoroso colore, consegnando il foglio di via al simpatico Cattaneo, che verrà timbrato definitivamente, pochi minuti dopo, dal debuttante Blansc, un'altra delle rivelazioni del tavolo. Ci sono stili diversi in questa serata: le urla e i pasticci di Papadia, le soffocate bestemmie di un Rega che non vede carte ed è il primo a salutare la compagnia (e la leadership generale), il silenzio tombale di Pocho che proprio così, giocando a nascondino, sale posizioni su posizioni, giungendo quinto, annichilito solamente dal solito Trok. Ste esaurisce il culo con la celebre mano di cui sopra ed entra nel club dei finanziatori di Albi, arrivato ad un certo punto sino a quota trentamila chips, una cifra sufficiente per pagarsi viaggio in vagone letto a Montecarlo, suite in grand hotel e due puttane: ma di come il solbiatese, che pure studia economia, abbia dilapidato un tale patrimonio s'è già detto.
Mancano tre settimane alla fine dell'anno, non si sa se ci sarà un ultimo tavolo verde: forse sì, per rispetto a quel Divo nel cuore di tutti noi, nonostante la sua lunga vacanza a Roma Ladrona; resta il fatto che Trok, con i 35 euro di ieri, è nettamente primo, e Teo, con i 15 del secondo posto, è secondo in solitaria; ma basterà una mano, basterà un Asso-Asso, e Rega potrà ristabilire le giuste, sacrosante gerarchie pokeristiche.

sabato 29 ottobre 2011

Cattaneo Cuore e Culo

Quando si dice il fattore C. C come Castronno, il paese che ci regala i due protagonisti dell'heads up; C come Cattaneo, anima vera della locale squadra di basket e vincitore del torneo di ieri con un giusto mix di Cuore e Culo. Perché nel duello finale, di fronte quel Davide Papadia che arriva sempre, fottutamente fino in fondo, il bravo Ema parte con il 20% delle fish del rivale, ma nel giro di sole CINQUE mani si porta a casa i 35 Euro del vincitore. Poco dopo la una infatti, la fortuna volta clamorosamente le spalle al Papadia, come al solito più profumato di una troietta. Il torneo del biondo fin lì era stato piuttosto altalenante, con un sanguinosissimo river pescato da Lazza che lo aveva ridotto praticamente in cenere, ma anche un paio di giuste sculate per risalire e risorgere (perché non ditemi che un full 2-8 contro top pair 10, quando al tavolo ci sono soli tre giocatori, è bravura: con questa mano Rega va a casa e Papa vola in finale). Poi succede che, alla prima mano dell'atto finale, Cattaneo abbia voglia di andarsene a dormire in fretta, e spari all-in con J3: clamoroso tris di tre al flop che distrugge il 99 dell'ingellato prostituto. Un altro paio di mani per ribaltare del tutto la situazione e poi il decisivo all-in con J4 contro A2: ovviamente scende il 4, e Papa si dedica al remixaggio di un video di Germano Mosconi. 35 euro per Cattaneo, 10 per Papa e 5 per Rega, che tenta un timido allungo in vetta alla money list annuale. E gli altri partecipanti?
Abili nelle fasi iniziali, crollano puntualmente verso la fine. In particolare Lazza, lungamente chipleader, si fa mangiar fuori l'immangiabile e torna mestamente a casa con un quinto posto: ma del resto, da uno che sostiene Gianfranco Fini non ci si può aspettare nulla di diverso...
Teo per certi versi ha un torneo simile a Papa, tocca punti bassissimi ma risale, arrivando ai piedi del podio, dal quale viene escluso da un A10 di Rega. Il debuttante Caimano è il primo a salutare la compagnia ma sarà protagonista fino in fondo, continuando a rimescolare le fish di Papa e impedendo quindi di conoscere il reale stack del biondo. Pocho, l'ormai dottore in scienze infermieristiche Lamo e Albi sono invece poco attivi: stupisce come il dottor Lamonica abbia smarrito quelle abilità pokeristiche straordinarie che gli permettevano di pescare un colore runner-runner o, nel peggiore dei casi, un poker al flop. Pocho è un oggetto misterioso stile Emanuelson, nessuno ha ancora capito il suo reale valore pokeristico, eppure tutti restano fiduciosi nei suoi confronti. Albi ripiomba nella consueta, conigliesca mediocrità, rubandosi l'unico rientro e facendosi notare unicamente per volgari gesti di violenza nei confronti di player decisamente più abili...ah, infine è giusto far notare come un torneo organizzato in onore del rientrante Divo non lo abbia visto tra i partecipanti: pare infatti che l'Ingegnere abbia preferito andare in Val Susa a vendere estintori ai manifestanti piuttosto che sedersi al tavolo verde.

mercoledì 5 ottobre 2011

I know. Tutta la verità su Albi.

Torni a casa, stanco e trafelato, dopo un pesante giorno universitario milanese (e sottolineo: milanese. Altro che l'Insubria!), e ti trovi davanti un articolo denigratorio, ingiusto, un calunnioso mix di porcate copiate da Augusto Minzolini ed Emilio Fede, non proprio simboli del giornalismo pulito. Come reagisci? Accettando le critiche, sicuramente. Ma anche facendo notare al mondo intero alcune particolari caratteristiche dell'autore di quel pezzo, tale Alberto Riganti da Solbiate Arno, che lo definiscono alla perfezione. Stiamo parlando di un soggetto unico al mondo, l'Alfa e l'Omega, lo Ying e lo Yang, il Tutto e il Niente. Pokeristicamente è il niente più assoluto, il nothing, il black hole. Si deve a lui una nota patologia inserita nell'enciclopedia medico-pokeristica 2011, quella "Sindrome di Albi" che colpisce il chipleader al momento dell'heads up, tanto più frequente quanto è più alto lo stack in questione. A memoria d'uomo, si ricordano almeno 4 o 5 occasioni in cui questo studente modello, fuoricorso di appena mezzo secolo, si presentava alla battaglia finale in una posizione d'assoluto vantaggio, e puntualmente veniva distrutto dal rivale (tra cui anche il sottoscritto). Certo, il buon biondino ha vinto un paio di volte anche con qualche discreto lampo di genio, ma l'assoluta incapacità di rigirare a proprio vantaggio delle situazioni vincenti lo rendono un pokerista di mediocre caratura, uno che gioca solo con l'asso in mano, uno di quelli che tutti vorrebbero avere al tavolo. Ah, ovviamente ogni torneo si apre con la sua immancabile dichiarazione "La vittoria sarà mia!" di griffiniana memoria. E puntualmente il tavolo verde gli dà torto.
Ma Albi non è solo poker, Albi è tanto altro. Albi è entrato negli annali della storia per quei suoi capelli biondo platino sfoggiati con orgoglio la scorsa estate, un orrido miscuglio tra Platinette e Cristiano Malgioglio, un look per il quale sarebbero dovuti andare in galera, buttando via la chiave, sia lui che il parrucchiere. Chissà quante persone, distratte dal bagliore di quel biondo bile/vomito, hanno condotto la propria auto contro un palo, un albero o altri ostacoli. Non è un caso che Solbiate Arno abbia fatto registrare un tasso di incidenti più alto di New York tra la metà di agosto e la metà di settembre.
Albi è anche quel ragazzo di antichi valori che ogni domenica e ogni estate allieta i suoi compaesani facendo il "capo"animatore del locale oratorio. Un gesto nobile, direte voi. Già, dedicare del tempo agli altri, senza chiedere nulla in cambio, che cuore...sarà così? No! Perché lui è PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! per farlo. Un mercenario. Eccola, quella prostituzione intellettuale tanto decantata da Mourinho. Eccola, la moderna meretrice di Babilonia citata nella Bibbia. Albi mercifica. Albi è una puttanella.
Infine, Albi ha un atroce segreto elettorale. Ha votato il nano pelato? O peggio ancora, lo Spadone razzista? O è forse un comunista estremo travestito da chiesarolo? Niente di tutto ciò. Signori e signore, Pierferdinando Casini. Quell'uomo che la mena sulla famiglia e poi è divorziato e risposato. Quell'uomo che ha molestato mezza Italia durante l'ultima campagna elettorale con quelle odiose telefonate registrate che ti svegliavano alle tre di notte: "Salve, sono Pierferdinando Casini, candidato alle prossime..."... "Vaffanculo ti e tutti quanti quei come ti!"era la risposta più in voga. Ma si può? Come cazzo si fa a votare Casini? Ditemelo! E soprattutto, trovatemi un'altra persona in tutta Italia che lo abbia fatto!
Si potrebbe dire tanto altro. Si potrebbe parlare per ore e ore, citare aneddoti e ricordi, inventare e inventare ancora. Ma no, mi fermo qui. Perché, nonostante tutto, Albi è Grande. Di una grandezza profonda, incommensurabile, come pochi altri personaggi in milioni di anni di storia. Una di quelle persone che ti entrano nel profondo e non te ne escono più. Comunque, appena ti vedo ti fracasso il pene a suon di pugni. Cordialmente, Rega.

martedì 4 ottobre 2011

Tutta la verità su Rega. ps: Jack trionfa!

Finalmente! Posso dire finalmente? lo dico: Finalmente!! Finalmente (e 4) ho la possibilità di scrivere tuta la verità sul soggetto che da mesi imbratta il vostro schermo con questi articoli denigratori di basso livello, che raccontano di partita giocate nella sua testa e che lo vedono logicamente uscirne sempre come un grande giocatore di poker. Cazzate.

Mi ricordo l'epopea del Regazzoni, avendola vissuta direttamente.. Mi ricordo come se fosse oggi il suo primo afterdark; erano i tempi in cui capitanPuri evoluiva costantemente nel red-table di Corio, dove il futuro urologo Cattaneo era una certezza, il buon Ghiringa era abbonato al terzo posto e TeoCorio non perdeva neanche sotto tortura! Si affaccia questo tizio, incamiciato e pettinato come una puttana d'alto borgo, che esordisce spavaldo e sicuro per poi presentarsi con la seguente domanda: ma doppia-coppia batte tris?.. Questo dovrebbe bastare per capire di fronte a quale persona ci si trovasse. Così i primi 5 mesi di partite, per il mitomane altresì conosciuto come il Voyeur di varese si spendono tra uscite come primo player, bluff suicidi con 2-7, e puntate idiote con minimun-per ostentando il princìpio del: Credo nel cuore delle carte! Qualcuno gli spieghi che non stiamo giocando a Pokèmon o a Yu-Gi-Oh!

Poi però, succede un fatto.. è la primavera, il caldo inizia ad essere insistente, Papadia torna carico dalle trasferte milanesi con l'ormone a fior di pelle, la splendida Ciuffi si iscrive a tutti gli effetti all'albo dei pokeristi e il Regazzoni, meglio noto come Carlton - il cugino di willy il principe di Bel Air, riesce per qualche motivo a noi sconosciuto a fare dei piazzamenti interessanti, e ad entrare nella money list. Ebbene si Ragazzi, avete capito bene! I cerchi nel grano, gli ufo, la crescita spropositata in età avanzata dei capelli di Antonio Conte non sono che piccoli dubbi dell'umanità in confronto all'incredulità popolare derivante dal primo afterdark vinto da Regazzoni, ormai diventato la simpatica mascotte di tutti, e per questo molto teneramente chiamato: il sosia di Zoidberg!

Ma mi accorgo che mi sto perdendo nei ricordi, e tralasciando la cosa più importante, raccontare della partita di ieri sera. Innanzitutto, un doveroso minuto di silenzio per gli assenti, Divo e Trok. Il secondo, impiegato a diventare ancora più enorme in palestra, mentre il primo ormai è definitivamente trasferitosi a Roma, dove tra l'elemosina ai semafori e pranzi alla mensa dei vigili del fuoco (dove, logicamente, cerca sempre di vendere i suoi famigerati estintori!) non ha più la possibilità di venire a regalarci 5 euro settimanali. Spiace Divo, ti ricorderemo così: Fold-Fold-Fold-Fold-Check da grande buio e poi Fold-Fold-Fold-Fold- All Inn con carte indegne-Perso.

Ma veniamo alla partita: Che partita è stata? Strana. L'inizio è letargico, causa la concomitanza di un torneo on-line di Teo e successivamente il reiterarsi di trattative fantacalcistiche tra Weigo e lo stesso padrone di casa, e vede inizialmente portarsi in vantaggio il positivissimo futuro dottor House Lamo-Lamonica che diventa chip leader battendo Teo con il suo AK contro K10, comanda il kicker. Dura poco però questa leadership, perchè Rega (si, proprio lui, proprio proprio proprio lui) vince un bel piattone contro Jack-Tha assicurator e Mimmodia (weigo) con un full trovato abbastanza barbaramente e raddoppia sostanzialmente il suo bottino a livello di chips guadagnando la testa del tavolo. Pronta risposta del dottor Lamo, che con un altro bel full di AJ scoppia il KK di Jackomino e incrementa il proprio stack, mantenendo la testa del tavolo insieme al Rega. Ma come è bravo questo Rega, com'è forte, come gioca bene, come non vede mai le carte (sempre almeno un A in mano) come trascina la serata col suo carisma! Il tempo passa, i bui si alzano, e Weigo fa valere la legge della Jungla contro Lamo, perchè il suo JJ demolisce il 1010 del povero neo-neurologo, facendo così fare double-up al biondo dagli occhi che ti ammaliano. Avanti ancora, e succedono nell'ordine: eliminazione di Jack, che si avvale del rientro (scelta poi rivelatasi vincente), Coppia di K di Lamo che vince un bel piatto, ancora Lamo-scatenato- che con tris di K batte la doppia coppia di Rega (ora forse lo ha capito che la famosa "three of a kind" distrugge la "double-cage"); grande bluff di Albi che vince un piatto con niente in mano-lotta paerta tra lui e Teo per i più sfigati al tavolo nella serata, importante vittoria di AndreaLazz, che zitto zitto mantiene un buono stack, giocando in maniera oculata e gestendo al meglio le sue finanze. Ecco poi il momento decisivo: Super piatto, con gli All-Inn di Teo, Albi e Rega- Siamo al momento chiave, dove vengono fuori le giocate vere, dove chi è più bravo vince. Ed ecco che, al flop i 3 cuori lasciano Teo subito al palo, fanno emozionare Albi che setta un tris di 8 e Rega che.. indubbiamente con talento e giocate da vero professionista, trova un bel colorino al flop -il punto più alto possibile- e così facendo triplica il suo stack. Ormai ha vinto, direte voi, ne elimina 2 in un colpo solo, ha tantissime chips, bravo com'è.. come fa a perdere? Complice poi la seguente eliminazione del BelloBelloTremendamenteBello Papadia, sembra che gli astri abbiano fatto la loro scelta, che sia la Rega's night. Potrebbe anche andare in bagno e restarci per due ore a farsi la sua solita auto-colonscopia, che tanto all'uscita sarebbe comunque chip leader...

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.................... ahah

.........ahahahahahah

..............ahahahahahahahahahahahahahahahahah

Può forse essere andata così? Ma va! Perchè lui, quello che sa giocare, quello che è primo in ogni classifica di rendimento all'asilo di Bobbiate, in poco tempo sperpera una fortuna.

Nel frattempo Jack vince un piatto-monstre da 26mila e si candida direttamente all'heads-up, contro Rega sicuramente...

Rega... Rega... Non so veramente neanche trovare la parole per definirlo..

Fa tenerezza, sembra un piccolo panda con gli occhi sporgenti, un pulcino bagnato che cerca la mamma, un cacca molle appena calpestata in una prato del Prà-Maslino..

Lo volete sapere che fa? Va in All-Inn con 7-3 contro l'A-6 di Lamo, che è un po' come giocare a 5 punte contro il Barcellona, andare a dire a Tyson in un bel faccia faccia che è un maledetto coglione.. potrei fare altri 1000 esempi simili, ma il succo è questo: perde e torna a Belforte con le pive nel sacco. La partita si chiude in haeds-up, con la vittoria di Jack contro Andrea e il terzo posto di Lamo.

Ora chiudo questo infinito post, Rega ha perso.. ma come lui anche Io, Teo, Weigo, Lamo e Andrea. Perchè lo sport è questo, perchè uno vince e gli altri perdono. Ed è bello per questo..

Ed è bello andare a casa e sapere di non trovare il giorno dopo un post inventato in cui un mitomane si autocelebra come il campione dei campioni e insulta gli onesti giocatori che combattono da sempre contro la sfiga nelle carte, che ci mettono il cuore quando giocano, e soprattutto.. (da leggere con incazzatura di Berlusconiana memoria...): CHE NON SONO, E NON SARANNO MAI DEI POVERI...PATETICI... COMUNISTI!!!!!

Ovviamente si scherza Rega eh, non vorrei trovarti sbronzo di crodini all'esselunga di masnago che piange perchè i suoi amici o presunti tali non lo capiscono..

mercoledì 21 settembre 2011

Remuntada di Trok, ma Albi dov'era?

Poker infrasettimanale per gli amici dell'AfterDark albizzatese: l'inizio del torneo ha coinciso con gli ultimi minuti di un Novara-Inter già diventato storico, per la gioia di molti dei presenti e le bestemmie degli altri. Prima di parlare di chi c'era, parliamo di chi non c'era: Albi conferma l'assoluta fortuità della precedente vittoria rifiutandosi di difendere il titolo, e inventandosi la scusa dell'allenamento (che consiste nel sedersi ripetutamente in panchina per trovare la posizione migliore sulla quale affrontare i 40' di partita). A fronte dell'assenza del "campione" in carica si registra la prima partecipazione di Stefano Papaleo detto Pupu, brillante fantacalcista castronnese in costante stato di lutto a causa delle pessime notizie da Novara. Oltre a lui, trovano posto nello scantinato di casa Corio il padrone di casa, Rega, Papa, Trok e Divo.
Rega, indubbiamente traumatizzato dalla mancanza di Albi, dopo poche mani si vede spiattellare in faccia un poker di 3 servitogli da Teo Corio, e non può far altro che usufruire del primo rientro; la stessa strada verrà seguita da Trok, pur al termine di una mano meno spettacolare. Il primo a cedere definitivamente è Divo: gli è bastato un solo torneo di assenza per dimenticare completamente le basi fondamentali del gioco, tanto da foldare un AQ e altre mani oscene e da uscire mestamente contro il colore di Trok, senza dimostrare quel pizzico di aggressività in più che lo stava trasformando da una folding-machine a un pokerista decente.
Papa, Trok e Teo sono i più lunghi al tavolo, ma proprio il futuro sturacessi della Lindt, dopo qualche manche non azzeccata, non trova l'incastro tanto ambito e viene eliminato dal sorprendente Pupu, che però cederà da lì a poco. Un Rega difensivo e tenace come l'Uruguay di Tabarez si affaccia dunque al podio, e ad un certo punto sembra destinato all'heads up, quando Trok perde il 90% del suo stack contro un tris di Papa: tuttavia, come la formica della favola, il biondo steroidomane recupererà passo dopo passo, rischiando tantissimo ma vedendosi premiato con l'eliminazione di Rega. L'atto finale è un festival scandinavo, con Papa nettamente favorito: tuttavia, il grande chiavatore castronnese subisce la "sindrome di Albi", quella particolare patologia che, fino a settimana scorsa, portava al suicidio totale chi partiva all'heads up con uno stack nettamente superiore. Anche qui Trok rimonta e strappa un mille dopo l'altro al rivale, che si vede scoppiare il suo asso da una coppia di sei che scende al flop. Andrea Pozzi da Albizzate, dopo una buona serie di tornei insignificanti, vince meritatamente il torneo e risale posizioni nella money list: eppure, per la classifica stagionale, sembra ancora una questione a tre tra Teo, Rega e Papa. Il prossimo torneo saprà dirci di più.

sabato 17 settembre 2011

Ma allora c'è una speranza per tutti!

"Io non credo nei miracoli...tu sei stata per me l'eccezione": questa canzone, portata al successo dall'arcisatese Laura Bono al Sanremo giovani 2005, è adattissima a descrivere l'Afterdark di ieri sera. Perché il 2011 pokeristico sembrava trascinarsi stancamente verso la fine con i soliti duelli ad alto livello tra Teo e Rega, e qualche brillante inserimento di Papa; agli altri erano restate le briciole o poco più. Soprattutto ad Albi, troppo spesso un Usain Bolt del tavolo verde, nel senso che riusciva a farsi eliminare dopo poco più di 9'' dall'inizio del torneo. Eppure la ruota della vita gira per tutti, e ieri sera questo particolare esemplare di cattolico-skinhead solbiatese ha bissato quel successo che gli mancava dai tempi dell'eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei. Un successo meritato, nulla da dire, per quanto alcuni suoi fold sarebbero stati da ricovero in neurochirurgia: ma lo studente fuoricorso della prestigiosa università di Puffolandia ha comunque fatto registrare una sapiente gestione delle chips, soprattutto dopo una bastonata iniziale che lo aveva ridotto ai minimi termini. Anche perché l'heads up finale è stato qualcosa di assolutamente banale, contro una brillantissima e splendidissima Ciuffy che comunque aveva già la pancia piena per essersi aggiudicata i primi 10€ dell'anno: la ragazza, ormai prossima alla coattizzazione a causa del suo trasferimento a Roma, ha messo in mostra grandi qualità che le hanno permesso ad esempio di fare meglio del fratello Teo, che certo non si può lamentare delle carte viste mano dopo mano; tuttavia, negli ultimi mesi il campione albizzatese sembra aver smarrito quella lucidità pokeristica necessaria per tramutare delle buone mani in vittorie sicure, anche se non manca un po' di sfortuna, considerando che Albi lo elimina con due scale consecutive (ma non poteva prendere l'ascensore?....)
Per il resto, i ben nove partecipanti della serata hanno dato vita ad un torneo lungo, intenso ma con pochi momenti di vero sussulto: tra questi si segnalano il full con cui il noto ultras interista e deputato di Rifondazione Comunista Lazza elimina Trok, piuttosto che il colore di Papa che annienta il tris d'assi di Ema, un Ema che avrebbe spostato mari e monti pur di partecipare a questo poker, ma che si è dimostrato ancora una volta inadatto a sfide di alto livello, quasi peggio di Belinelli. Buona la prestazione di Polpo Paul Pocho Lavezzi, che chiude al quarto posto facendo sudare quaranta camicie agli altri tre prima della sua dolorosa eliminazione; onesta e coraggiosa la prova di Rega, che resiste molto più di quanto il suo stack avrebbe consentito. E Divo? No, non lo abbiamo citato non perché come al solito non ha giocato una cazzo di mano, ma semplicemente perché era assente causa improrogabili impegni sentimentali.
Dunque ha vinto Albi. E' la classica favola italiana, come quegli scudetti vinti dal Cagliari o dall'Hellas Verona. Voci non confermate dicono che in questo momento stia percorrendo in ginocchio tutto il cammino di Santiago de Compostela, autofrustandosi con la corda con cui si sarebbe impiccato in caso di mancata vittoria, per ringraziare chi di dovere. E il suo successo serva da lezione: se ce l'ha fatta lui, ce la possono fare tutti. Anche se, si sa, i miracoli accadono una volta sola. =)

venerdì 19 agosto 2011

Mimmo sorprende tutti, Albi squittisce ancora

Un copione trito e ritrito. Albi parte a manetta, lancia proclami di vittoria, arriva a detenere il 70% delle chips del tavolo...e poi, orecchie basse e a casa, senza premi anche stavolta. Teo parte male, si incazza, non vede carte, ma quando tutti lo danno per morto rimonta e va a premi, pur con la delusione dell'heads up. Mimmo, sempre il solito Mimmo, arriva fino in fondo e, dopo un saliscendi da urlo, vince anche stavolta. Gli altri stanno a guardare, tra all-in improponibili e carte che non girano.
Già, gli altri, ovvero un Trok grintoso ma condannato dal J al river di Albi che affossa il suo 22, un Rega impreciso eliminato la prima volta da una buona mossa di Albi e la seconda da un 67 contro 88 di Teo, e un Divo che, nel frattempo, ha dato alle stampe il suo ultimo libro: "Il pokerista inesistente". La vittoria di due volte or sono, invece di caricarlo a molla, lo ha riportato ai suoi livelli standard, una percentuale di mani giocate che si aggira attorno allo 0,07% del totale e i premi, quei premi che in the money Divo del 2010 non si lasciava mai sfuggire, restano un lontano ricordo. A cosa serve avere al tavolo un player del genere? Semplice, ad aggiungere cinque euro al pot finale. E a cosa serve avere un pokerista come Albi? A farsi delle grasse risate per come il destino, ogni volta, si diverte ad accanirsi contro le ambizioni di questo simpatico e orgoglioso cestista, tutto casa, oratorio e Maura. Gonfio come non mai delle chips faticosamente guadagnate nelle prime due ore di gioco, si scioglie come d'incanto, come se fosse farina al vento, neve al sole, escrementi aggrediti da mosche. E si accontenta del terzo posto, ma in fondo si sa, gli eterni perdenti hanno sempre un posto speciale nel cuore degli appassionati, più di molti grandi campioni. E Teo? Stavolta è bravo, bisogna riconoscerlo. Trascorrere la vita con un mouse in mano e un tavolo verde sullo schermo dà i suoi frutti, permette di recuperare situazioni difficili, di risalire con carte sfortunate. Poi l'heads up finale non lo premia, questo sorprendente Mimmo (probabilmente il mister X tanto cercato da Galliani per completare il centrocampo) ci approda dopo una serie di bluff incredibili ma ha carte buone nella sfida decisiva, e chiude con una scala degna di applausi. Gli squittii di delusione di Albi sono ancora forti quando il terzo braccialetto della carriera viene messo al polso di Mimmo, lanciato in solitaria all'inseguimento del fuggitivo TeoCorio. Però diciamolo, al di là delle delusioni, delle critiche e delle botte di culo: che mondo sarebbe senza il tavolo verde di casa Corio, con le sue storie sempre uguali e sempre diverse? E soprattutto, che mondo sarebbe senza il suo simbolo, l'inarrivabile turbosquit Albi?

mercoledì 17 agosto 2011

Rega vincit, Rega regnat, Rega imperat

Chi è più bello, Tom Cruise o Brad Pitt? Ora, voi vi stupirete a leggere una simile apertura di un post su un torneo di poker, ma il motivo è semplice: la vittoria di Rega di ieri sera è talmente netta, che potrei passare il tempo a classificare i fusti di Hollywood piuttosto che a raccontare l'afterdark.
Comunque dai, facciamo i seri. C'è chi è in America a sbancare i casinò locali (Ste), chi continua a fare l'apprendista urologo (Ema), chi è stato rapito dalla Banda della Magliana (Albi): a proposito di Albi, ieri è giunta la richiesta di riscatto accompagnata da un "pezzo del suo corpo", a detta dei sequestratori, che infatti hanno allegato un frenulo alla lettera; tuttavia, essendo noto che il buon Alberto è circonciso, si capisce come i rapitori non stiano facendo sul serio.
Con tutte queste assenze, urgono il rientro di un Papadio fresco di Lloret de Mar e di esperienze bi/transex e il debutto assoluto di Marco Zoccali, laureando con lode in Scienze e Tecnologie Alimentari della provincia di Novara, subito nel cuore di tutti per una pacatezza e un'ironia che ricordano tanto il Giuseppe Giacobazzi di Zelig. Al loro fianco, la solita ossatura composta da Teo, Rega, Divo e Trok. Per Corio non è una serata fortunata, lo si capisce quando il suo AJ viene scoppiato dall'A5 di Trok, costringendolo immediatamente al rientro; anche Papa, da lì a breve, sommerge il tavolo di una litania di bestemmie, con il suo tris di K al flop che non può nulla contro il colore di Rega, ma pure il noto trombeur des femmes decide di rientrare. Il primo a salutare definitivamente la compagnia, e dopo le sculate della volta scorsa non poteva essere altrimenti, è Divo, impotente a letto e contro il colore pescato da TeoCorio; ma da quel momento si scatena Rega. Papadio, che nel frattempo si prepara una cena a base di tonno scaduto e gallette di merda, paga nuovamente dazio con il suo AQ umiliato dal secondo colore di Rega; poco dopo, ancora AQ per Teo distrutto dal tris di 7 al flop dello stesso Rega. Corio a quel punto se la prende con un noto suino delle alte sfere, ma può solo fare da spettatore agli ultimi tre players rimasti. Si gioca dunque per il podio, per le medaglie, per la gloria. Bronzo e zero Euro per Trok, eliminato nel più tradizionale dei QQ contro KK dal sempre più sorprendente Zoccali, una buona carriera online alle spalle e uno stile di gioco parecchio scazzato ma efficace. All'heads up, il novarese parte in tromba con una serie di clamorosi bluff che portano un Rega non aiutato dal mazziere ad un passo dal ko, ma appena le carte girano parte la rrrremuntada, coronata, tanto per dire, da un colore con KQ al river contro AJ che pesca J al flop.
Dunque, per Rega si tratta del secondo braccialetto della carriera, al termine di un torneo dove la fortuna ha indubbiamente fatto la sua parte, ma anche il bel gioco non ha latitato. Di più, lo stesso Rega passa al primo posto della money list 2011 con 85 euro. Alla faccia tua, Albi. =)

lunedì 15 agosto 2011

Finalmente Divo!

Lo avevamo detto nelle scorse settimane: Divo è in forma. Sarà la calda aria estiva, saranno le limonate del mare, sarà semplicemente un periodo di sculate, ma il ragazzo aveva dimostrato negli ultimi poker una particolare aggressività, incutendo timore in tutti i suoi rivali che dovevano rifugiarsi nei fold. Mancava la ciliegina sulla torta, mancava la vittoria, che è finalmente arrivata ieri sera al termine di un heads up infinito con Trok. Ma andiamo con ordine.
Al tavolo verde si siedono Teo, Divo, Trok, Rega, Lamo, il suo debuttante fratello Simone e un ragazzo col crestino biondo platinato la cui carta d'identità reca il nome Alberto Riganti: si tratta presumibilmente di un barbone che ha aggredito e sequestrato il vero Albi, rubandogli i documenti. Comunque, non c'è nemmeno tempo di dare il fischio d'inizio che incominciano i botti, con Teo che va all-in alla terza mano, ma il suo 55 viene scoppiato dal KK di turbochiappa Lamo. Ovviamente, il padrone di casa si avvale del rientro, e la stessa procedura viene a breve seguita da Trok, il cui ridicolo all-in con 28 viene annientato dall'AK di Rega. In cinque minuti di gioco i rientri sono già terminati, ma verso le 22.30 inizia a delinearsi il copione della serata, vale a dire un Divo imbattibile, più cinico di Ibrahimovic, più fortunato di Mourinho, più negro di Eto'o. Prova uno: all-in di TeoCorio con doppia coppia pescata al turn, tris d'assi che scende al river per Divo, una mano accolta con filosofia da Teo, ritiratosi a bestemmiare in salotto. Prova due: tris di J di un cortissimo Simone dominato da un tranquillo colore al flop di Divo, e restano solo cinque concorrenti. Prova tre: il sequestratore di Albi si gioca tutto con 4/5 di colore al flop, ma tali restano anche dopo il turn e il river, e il tris di 5 di Divo vince anche stavolta. Prova quattro: all-in di Rega con 77, niente da fare contro il QQ di Divo. A quel punto il sottoscritto si alza dal tavolo, recita silenziosamente una decina di rosari, scaglia ripetutamente tutto ciò che gli capita in mano a terra e infine si ricompone accettando pacificamente il verdetto. Inutile dire che l'ingegner Divizia, che ha pagato il buy in con due ricariche per estintori, ha uno stack più o meno decuplo rispetto a Trok e Lamo: tuttavia, Trok recupera sapientemente mano dopo mano e riduce il divario, sbarazzandosi di Lamo (più serio e meno sculato del solito, a dire il vero) con AQ contro A4. Inizia quindi un heads up da paura, interminabile, con continui colpi di scena e ribaltamenti di fronte, come se si sfidassero il Barcellona di Guardiola e il Milan di Allegri: insomma, spettacolo puro e pronostico impossibile. Alla fine, dopo una serie di montagne russe e con i players sempre più stanchi, è proprio Divo a portarsi a casa meritatamente il braccialetto del vincitore. La sua è un'impresa a tutti gli effetti, quasi strappalacrime, paragonabile alla Grecia degli Europei 2004 o a quando Peter Griffin dimentica come ci si siede. 30 euro per lui, 15 e un estintore per Trok, le briciole per gli altri, sfortunati o semplicemente imbranati. Il vincitore ha già fatto sapere che devolverà il premio nel fondo cassa comune per pagare il riscatto di Albi.

sabato 30 luglio 2011

La dura legge del poker

Biancorossi al potere. Gli eroi della Pallacanestro Castronno, fatta eccezione per il panchinaro Albi, latitavano da molto tempo, ma nel poker di ieri sera si è avuto finalmente il gradito ritorno dell'urologo Cattaneo e del fulcro, mente e cuore del quintetto del PalaDeAmicis, ovvero Stefano Ghiringhelli. Proprio lui, che all'inizio confida a Rega di non ricordarsi più come si gioca, data la lunga assenza. Proprio lui indosserà, poche ore più tardi, il prestigioso braccialetto.
Teo, Rega, Trok, Divo e per l'appunto Ema e Ste: quest'ultimo parte con qualche difficoltà, esce in breve tempo ma si avvale del primo dei due rientri a disposizione dei players. Al tavolo si ode una voce continua e monotona come quella di Capezzone: è il buon Teo Corio parecchio innervosito dalla brillante prestazione di Rega, dominatore sin dalle prime mani per "puro culo" (a detta dell'esperto padrone di casa); culo o abilità che sia, l'incrocio pericoloso Teo-Rega si manifesta in molte occasioni, dove puntualmente il depilato albizzatese esce con le corna rotte, venendo sbattuto fuori da un colore al K, prima di avvalersi dell'ultimo rientro. Il primo a salutare definitivamente la compagnia è lo slanciato Ema, la cui prestazione da mazziere è stata indubbiamente più significativa che quella da pokerista: il suo AQ non viene aiutato dalle carte che scendono sul banco, e a vincere è il 1010 di Ste, che lancia l'inseguimento a Rega. Il varesino cerca allora la fuga, scoppiando l'asso di Divo con una coppia di J che scende al flop e mandando a casa il quinzano runner, autore di un torneo opaco, con pochi sussulti (insomma, il vecchio Divo di sempre). Altro momento significativo della serata è quando si ripresenta lo scontro Teo-Rega: anche stavolta nulla da fare per l'ormai ex baskettaro, con l'AQ dell'avversario che fa a pezzi il suo 88, e Rega gode come un riccio, scatenandosi in una serie di insulti e sfottò degni del perggior Sgarbi verso l'amico-rivale, già umiliato nel pomeriggio a ping-pong.
Da quel momento in poi il torneo cambia andazzo: Rega ha la pancia piena, e viene oltretutto distratto dal rientro in casa di un'abbronzatissima e di conseguenza gnocchissima Ciuffy; Ste e Trok, fino a quel momento abbastanza nascosto, recuperano gradualmente, con il biondo che utilizza la furba e rischiosa tattica di una serie di all-in con carte improbabili per rubare i bui, già cresciuti a livelli interessanti. Gli basta un asso per scoppiare il QK di Rega, e portarsi così all'heads up contro il Ghiringhelli che però domina; Trok va all-in con 4/5 di colore al flop, ma a Ste basta la coppia di K per vincere strameritatamente il torneo.
E' la dura legge del poker, già dimostrata nello scorso appuntamento: chi è assente da molto tempo, rientra e vince. Da notare che Ste, nelle prossime settimane, terrà alto il vessillo del tavolo verde di casa Corio in una cornice del tutto prestigiosa, quella Las Vegas terra dei sogni per ogni pokerista e tappa imprescindibile della sua vacanza americana. Non è da escludere che comunque si faccia qualche altro torneo estivo, compatibilmente con ferie e amenicoli vari. E se la legge è quella, vuoi vedere che squit-squit Albi, al rientro dopo due assenze, otterrà finalmente l'agognato braccialetto?

giovedì 21 luglio 2011

Il ritorno di SuperPippo Papa

Quando all'astinenza fa seguito un'0rgia (di poker, si intende). Dopo gli oltre due mesi di assenza, prima del main event di venerdì scorso, passano solo pochi giorni e l'impeto organizzativo di un Teo Corio pur sotto esame si scatena nuovamente: bastano pochi sms e alle 21.30 di ieri si ritrovano al tavolo verde lui, Papa, Divo, Trok, Rega e Lamo, ai quali successivamente si unirà tale Ste da Castronno, non il tradizionale Ghiringhelli assente causa figa, ma un simpatico e generoso amico di Papa che dona al piatto finale i suoi cinque euro per giocare sì e no quattro mani, prima di essere folgorato dalla doppia coppia proprio del biondo.
Non è un torneo tradizionale, quello no: Divo infatti è clamorosamente scatenato in avvio, sembra un giovane Zdenek Zeman tutto all'attacco, solo lontano parente di quel mix tra un vietcong imboscato nella foresta e il tirchio Zio Paperone che tutti conoscevano prima di ieri. E non è un torneo tradizionale perché le bluffate di Teo Corio vengono puntualmente chiamate (e svelate) da chicken Lamo, che chiama l'inchiamabile ma come sempre se la cava discretamente. Anche Rega svela un'insolita aggressività che tuttavia non paga, visto che è l'unico player ad usufruire del rientro dopo una donkata indegna della sua carriera. Le ore passano, ma le emozioni sono fiacche: mentre Rega e Papa continuano a fare a gara ripescando biografie ed aneddoti calcistici del quindicesimo secolo prima di Cristo, Divo riesce ad eliminare il solito Trok con gli occhi a forma di nuggets, felicissimo di andare al Mc. Così, il venditore di estintori (sequel del film Il cacciatore di aquiloni) si trova addirittura cheapleader, con Papa alle calcagna: i "poveri" Rega e Teo sono eliminati in breve tempo, il varesino (poco ispirato a causa dell'assenza dell'amato Albi) fatto fuori dal solito, impareggiabile culo di Lamo che becca un colore runner-runner, il padrone di casa costretto all'all-in della disperazione con 29, prontamente seccato dall'Ingegnere. Divo-Papa, l'heads-up che non ti aspetti: il biondo è davanti e rimane davanti fino in fondo, fino a quando Divo si gioca tutto col suo JQ e prova la sensazione di essere investito da un Frecciarossa a 300 km/h, visto che Papa sfoggia QQ.
Davide Papadiadiodio è dunque il meritato campione del torneo di ieri sera: poco presente ma cinico come pochi, è un vero Pippo Inzaghi del tavolo verde, oltre che un trombeur des femmes da prendere a modello per tutti. Ma un Divo così fa paura a tutti: si vocifera infatti che la vera profezia dei Maya non riguardasse la presunta fine del mondo del 2012, ma il suo cambio di stile di gioco nell'estate 2011.

sabato 16 luglio 2011

Teo in trionfo; Albi, che tonfo!

Settanta giorni. Tanto è passato dall'ultimo afterdark, giocato perdipiù sull'insidioso campo di Solbiate Arno. Amori, bambineggiamenti, disorganizzazioni e problemi ai frenuli hanno fatto saltare una serie di partite già programmate, per ritrovarsi finalmente solo ieri sera, su quel benedetto tavolo verde di casa Corio, a respirare la frizzante brezza di una sera d'estate prealpina.
Assenti tutti i titolari della Pallacanestro Castronno (Albi è destinato a una stagione di panchina, Teo si darà al giardinaggio), un'interessante new-entry è rappresentata da Paolo, brillante amico di Lazza, il confermatissimo cugino di Albi. Otto atleti al via e tali rimangono per un bel po', considerando che, data l'eccezionalità dell'evento, vengono istituiti ben tre rientri: c'è chi salta alla terza mano, come Trok che fa volare alto Teo, e chi poco dopo, come Rega che perde tris vs colore proprio contro il rientrante Trok: ma per entrambi, così come per Albi, c'è una seconda chance. E' il debuttante Paolo, buoni numeri ma troppa sfortuna, il primo ad abbandonare definitivamente il tavolo: il suo 99 viene bruciato senza scampo dall'American Airlines di Teo, che cerca di imporre la sua supremazia. Trok è a un passo dal tornarsene a casa (o meglio, al Mc) grazie al QQ di Rega, ma pur rimanendo cortissimo recupera passo dopo passo e contro la sua volontà, visto che non vede l'ora di dedicarsi ai soliti 12547896132597531 McChicken. Addirittura, dopo una manche che in gergo tecnico viene definita "mano della madonna", lui e Teo escono ancora più rafforzati, mentre le orecchie da roditore di Albi si abbassano definitivamente, e il biondo solbiatese allieterà il resto della serata esibendosi in un vastissimo repertorio rock e dance grazie alle cuffie di suo cugino. Entrano in scena d'improvviso Claudio e Lazza: il primo, aiutato dalla legge dei grandi numeri, manda definitivamente out Trok, felicissimo di fuggire all'amato fast-food, ma già nel giro di un paio di mani verrà bastonato a sangue da Teo, sempre più dominatore; il secondo, dopo una gara onesta con pochi colpi, si prende il lusso di eliminare proprio il siciliano, garantendosi un posto tra i primi tre premiati. Già, perché nel frattempo the ghost Divo viene sbattuto fuori da un maestoso full di Rega, così Casper, altro soprannome guadagnatosi dall'Ingegnere per la sua totale inattività pokeristica per ore intere, perde la possibilità di andare a premi. Rega, con una grande rimonta, elimina anche Lazza grazie ad una coppia di Q, assicurandosi così le dieci banane del secondo classificato: c'è infatti poco da fare contro un Teo veramente in grande spolvero, che vince meritatamente dopo poche mani di heads up, chiudendo con un A10 contro K8.
Dunque, la vittoria va a chi ha fatto vedere il miglior poker della serata (mentre altre sere, bisogna riconoscerlo, era stato più sculato di Lippi ai Mondiali 2006), e gli altri due premi a chi comunque s'è difeso onestamente, prendendosi di tanto in tanto qualche rischio; quello che non sa fare Casper, meritatamente ai piedi del podio. Vergognoso Trok, vero donk della serata, bravi ma sfortunati Claudio e Paolo. Albi, sicuro di sè e spaccone nelle prime mani, si dissolve più rapidamente della neve nel Sahara; forse un paio di settimane tra le incontaminate vette dell'Alto Adige lo aiuteranno a capire che nel poker vince chi sa giocare meglio, non chi urla di più. E Rega sa giocare, mentre Albi no. =) TVB, lo sai.

sabato 28 maggio 2011

----....-^ Se in trasferta è Ema show, on-line è Teo show!!^-....----


Ieri, Venerdi 27 Maggio, è uscito il cuore vero del giocatore di poker on line. Andando contro ogni dovere di studente, ho pensato bene di iscrivermi su pokerstars a un torneo (tal mini afternoon on stars) rientrante nella categoria -speciali- di quelli del sito della più grande pokeroom italiana. Speciale perchè con soli 5€ di iscrizione aveva un montepremi garantito di 1000€ che poi a causa del grande numero di iscritti si è tramutato in circa 2000€. Premiati i primi 63 su un field di 447 iscritti. Ora di inizio: 14:30. E vabè. Si parte come al solito un po su un po giù.. fino a che arrivo a 16000 fish (3000 di partenza) e mi ritrovo in 4^posizione ma ancora ben lontano dalla fine visto che i partecipanti erano ancora 300.. da 16mila fish riduco lo stack della metà (causa full basso contro full alto) [ASD] e mi stabilizzo lontanissimo dai premi visto che lo stack medio si aggirava a quel puno sugli 11mila. Da 8000 fish scendo ancora solo pagando bui fino a 5mila con un ora e mezza di CARD DEAD (39 mani senza vedere due carte giocabili, le ho contate!). Dopo 39 mani DI MERDA all in facile con AA che mi permette un agevole double up. Da li rinasco. Con un po più di fish nelle mani aggressività al massimo, rubo bui con 7-2 off. Fuori uno di qua, fuori l'altro di la. 50k fish e 13esima posizione circa su un centinaio rimanenti. Mano della svolta: AK io da bottone. Small blind 99. Big Blind JJ. Il mio stack era il doppio rispetto ai due. PREFLOP: Raise 3x. Small re-raise all-in. Big all in. Io call per un piatto di 111k. AK al flop e storia chiusa e seconda posizione con i primi usciti che iniziavano ad andare a premi. (60rimanenti). Li gestisco un po e riesco ad arrivare al tavolo finale in 4^posizione con 154k fish ca. Pausa di 5minuti prima dell'inizio del tavolo finale e io che iniziavo a parlare da solo per darmi la carica prendendomi le peggio parole da parte delle mie sorelle che stavano studiando di fianco a me. :) "cit-DAI CAZZO DAMMI AA LA PRIMA MANO, DAI CAZZO CHE FACCIO SUBITO DOUBLE UP DAIIIII!- Bè a sto punto Dio esiste perchè la prima mano del tavolo finale è stata questa:


E via cosi fuori uno.
Si gestisce la prima posizione appena conquistata e se ne sbatte fuori un altro subito dopo con un altra mano bella vera:
Si volaaaaaaaaaaa!!
Vabè sta di fatto che alla fine rimaniamo in 3 ma io perdo ovviamente qualcosina e rimango sulle 350k fish. I 3 rimanenti siamo io, "magnana53", e corazzurro08. Corazzurro sbatte fuori magnana con un colore al K contro un colore al J. Magnana esce terzo e porta a casa sui 200euro. Heads-up TMat_89 vs corazzurro08. Stack 350k io. 1milione lui. Cerco un double up.
Che non arriva... :)
Mano finale: full di 5 con J io e lui full di J coi 5. LOL
Esco comunque soddisfattissimo per essere arrivato 2^ su 447iscritti e mi son portato a casa 267,48€. Adesso ci si vede stasera per la pokerata violenta dal cugino di albi.
Saluti e baci!

Resoconto finale del torneo:


sabato 7 maggio 2011

In trasferta è Ema show

Una location diversa per il tradizionale afterdark del venerdì sera: si è giocato infatti nella mansarda-chiavodromo di villa Riganti, nel cuore della terra di Merdor nota come Solbiate Arno. Ben nove partecipanti, con alcuni graditi ritorni come quelli di Ema e Ste e il debutto assoluto di Andrea, cugino di Rigantino: quest'ultimo, da buon padrone di casa, non lesina dichiarazioni bellicose nelle quali lascia trasparire la solita, abituale e puntualmente smentita certezza della vittoria. Ma ci piace proprio perché è così.
Pronti via, e la meteora Teo Corio torna a casa: comparso all'ultimo momento dopo un improvviso cambio di programma, non gli servono a nulla i soliti bluff che ormai li riconosce anche la nonna di Albi, anche se esce in maniera sfortunata con un colore contro colore a carta più alta a vantaggio di Trok. E' un Afterdark che procede incredibilmente veloce, dove le emozioni non mancano mai: Ste, cortissimo sin dalle prime mani, sfoggia un maestoso KK, ma quando l'avversario è tale Stiz, un uomo che per almeno un'ora non ha mai visto carte inferiori ad AQ, non c'è niente da fare, e infatti l'asso al flop condanna il Ghiringhelli all'uscita. Nel giro di pochi minuti, si riconferma anche un detto che tutti i pokeristi conoscono: chi di colore ferisce, di colore perisce. E infatti il biondo Trok, killer di Corio come detto sopra, viene punito da un colore all'asso di Ema contro una carta più bassa. Già qui si scorgono i primi segnali di come il destino, questa sera, abbia scelto Cattaneo. Ma la mano probabilmente più emozionante è quando l'ottimo Andrea, piacevole rivelazione del torneo, elimina un Rega come al solito coraggioso e che difende con le unghie e con i denti il titolo di campione in carica: coppia di 9 che scende al turn per Rega, bloody river sotto forma di K per il rivale che si avvia a grandi passi verso il podio. Stiz, esaurito il culo iniziale, viene sbattuto fuori da un KK di Ema, che diventa più ricco di un banchiere ebreo e di Bill Gates messi assieme: proprio il dottor Cattaneo, nonostante potesse starsene tranquillo ad aspettare le lotte fra gli altri, si prende il lusso di far fuori Albi, il solito Albi, tanto spaccone e tanto tenero al tempo stesso, incapace di sfoderare la sua indubbia classe nei momenti chiave. Poi tocca a Divo. Divo? Ah sì, c'è anche lui. Invisibile, impalpabile, nascosto meglio di un Vietcong nella foresta pluviale, cerca come al solito di rubare i soldi del secondo posto ma il suo diabolico 66 viene punito dall'A7 di Andrea, sempre più sorprendente. E poi un heads up senza storia: troppo ricco Ema per poter avere problemi col cugino di Riganti, che capitola con un 44 bruciato da un K al flop. Una partita dominata dal futuro urologo, che conquista meritatamente il secondo braccialetto della carriera. Ringraziamo Albi per la gentile e premurosa ospitalità e diamo appuntamento al prossimo torneo dove, per la legge dei grandi numeri, sarà proprio Riganti ad alzare le braccia al cielo, dopo mesi di sofferenze e dolori anali.

sabato 30 aprile 2011

Rega, la vittoria che vale una carriera

Solo cinque partecipanti (Rega, Albi, Divo, Teo e Papa) e ben due spettatrici paganti (Cilla e Ciuffy, scappate dopo una manciata di minuti) nell'edizione di ieri sera dell'AfterDark, a causa dei bambineggiamenti del contingente della Pallacanestro Castronno. Normale quindi che, a fronte di una così scarna partecipazione, potessero esserci sorprese: ma in fondo, la vittoria di Rega è una sorpresa fino ad un certo punto. E' la vittoria della regolarità e della classe che lo porta a non rispondere alle provocazioni degli avversari, a parte un paio di commenti sulle professioni delle madri di Teo e Albi: e perché no, anche la vittoria della fortuna, elemento fondamentale nel poker nonostante quello che dicono certi campioni.
Il torneo incomincia con un paio di novità tattiche: Divo è meno tight del solito, e la sua percentuale di mani giocate schizza vertiginosamente dall'0,5% allo 0,7% del totale; Teo si diverte a bluffare, e porta a casa una mano clamorosa con 2-4 e un flop stellare contro il povero Albi. Tuttavia, proprio Teo sarà il primo a salutare la compagnia perdendo contro Papa, ma si avvarrà del rientro senza pensarci troppo. Poi il torneo sembra assumere i tratti di una battaglia a due, ovvero Teo contro Albi, con gli altri concorrenti che si eclissano e che devono fare i conti con i bui in aumento. Proprio il padrone di casa fa fuori Albi con un QQ contro 55, ma anche il cattolico solbiatese decide di rientrare. Dopo una lunga fase di stallo, l'AK di Rega annienta, con un tris d'assi, il 1010 di Papa, e per il profumato ultrà l'unica cosa da fare è tirar su i bagagli e tornare mestamente a casa. Un altro AK, stavolta per carta alta, permette a Rega di risalire ulteriormente ai danni di Teo che, dopo aver inveito contro ogni Santo del Paradiso, esce definitivamente contro il magistrale colore al flop di Albi il quale, in pochi minuti, elimina anche Divo, al suo ottavo all-in consecutivo per ovvie ragioni: si concretizza quindi il sogno di una vita, una finale Albi-Rega. Il democristiano di Solbiate Arno ha uno stack triplo del rivale, ma il democratico varesino, facendo propria la lezione di mister Sannino, sa bene che bisogna avere i coglioni di provarci fino in fondo: in particolare, è una coppia di Jack che permette a Rega di ribaltare la situazione. Gli splendidi occhi di Albi, dopo questo colpo, assumono le sembianze di quelli di un fagiano passato da parte a parte dai pallini del cacciatore, esalando l'ultimo respiro prima di schiantarsi a terra. La sfortunata Caporetto rigantiana si concretizza con un disperato all-in annientato da un Q carta alta: per Rega è il suo primo braccialetto con gli annessi 25 Euro (20 in contante più un panino). Che dire di Albi? Onesto e sportivo come non mai, tanto da riconoscere i meriti dell'avversario, non merita critiche per questo risultato. Anche perché sparare sulla Croce Rossa è una cosa veramente bastarda. =)

sabato 9 aprile 2011

L'ignobile declino dell'essere..

Succede, succede di leggere articoli di basso livello fatti in modo da denigrare completamente l'integrità di una persona.. Succede sulle riviste, succede sui quotidiani, succede anche sui manifesti che si trovano in giro per i paesi.. (ricordate il: "se non ora, quando??"; patetico.. ma se non ora di cosa?? ma quando cosa?? Brr, mi viene l'orticaria a parlare di certe scemenze...).
Cmq, torniamo al punto.
Purtroppo si legge anche di idioti, perchè di idioti si tratta, che vengono invitati per misericordia e pure beneficenza ad una serata di divertimento e poker tra veri amici, e loro ripagano l'attestato di fiducia ricevuto (preparare un articolo sulla serata), in una possibilità per esprimere la loro frustrazione ed il loro senso di disappunto nei confronti del mondo intero.
Marco Regazzoni, è palesemente di lui che si sta parlando.
Cagazzoni, Re-gay, Marco "lo prende in culo da tutto il parco", è lui il soggetto in questione.
Se possibile, vi farò un breve cronostoria della sua vita:
Marco nasce a Varese, il 21 settembre 1989, da una tranquilla e benestante famiglia di Varesini, che risiedono tutt'ora nella zona di viale Belforte, rinomata location della città Giardino, nota ai più per il narcotraffico ed il tasso di intelligenza medio dei suoi residenti, tra i più bassi d'Europa (Marco contribuisce in maniera determinante a questa statistica!). Non si hanno sue notizie fino all'età di 15 anni, forse perchè vittima della sua insignificatezza come persona, o del fatto che fallisca regolarmente in ogni sua attività, come viene testimoniato dal breve e patetico trascorso come portiere (di riserva, of course) della gloriosa Cassiopea, squadra del quartiere che grazie a lui riesce a raggiungere nuove vette a livello di indecenza e verrà poi declassata a squadra di calcio-balilla dalla FIGC. Si diceva, a 15 anni incontra la salvezza della sua vita, l'uomo che riesce a cavar fuori qualcosa di buono da questo sgorbio, colui che con il suo buon cuore regala a Cagazzoni attimi di felicità e per la prima volta riesce a fargli credere di essere un essere umano quasi decente. Stiamo parlando, ovviamente, di Matteo Corio; un ragazzo che riesce a racchiudere in se tutte le buone qualità che un essere umano passa possedere, e per questo motivo è adulato e venerato da chiunque lo conosca, compresa la sua dolce e tenera sorellina Ciuffy. Dai 15 ai 22 anni, Re-Gay, consegue brillantemente (forse per via della sua "forte" e "stretta" e "intima" amicizia col bidello) il diploma di Licenza di Scuola Media Superiore, e si scrive alla più inutile della facoltà, Scienza Politiche. Ancora non si capisce come lo Stato Italiano possa dare la possibilità anche a certi elementi di far parte del patrimonio studentesco di una nazione, ma questo è un argomento che tratteremo in separata sede. Dopo essersi iscritto all'Università, e fatto felici i suoi genitori, Merdarco prova anche la carta della politica, per dare un senso alla sua esistenza; ma, se un po' avete imparato a conoscerlo, conduce il suo schieramento, il Porco Diaz, a perdere qualsiasi tipo di elezioni, dalle amministrative alle regionali fino alle nazionali, riuscendo addirittura a far perdere i suoi membri anche al torneo inter-provinciale di Forza 4 tra i partiti del P.Diaz.
Che fare allora per tirarsi fuori da questa brutta situazione?!
Regosauro, non si come, entra nelle grazie del Riganti, un aitante giovane di spicco del panorama cestistico italiano e riesce ad instaurare con lui un rapporto abbastanza paritetico all'amicizia. E' incredibile come certe persone, Riganti, Corio.. riescano ad aprire il loro cuore ed arrivare a livelli di beneficenza e operosità tali da accettare nella loro vita elementi del calibro di sFigazzoni..
Ma come ripaga questi gesti il soggetto? dando del perdente, dell'incapace, dell'inetto e del pokerista di infimo livello, all'ex amico Riganti; reo di aver conseguito 3 secondi posti consecutivi al prestigioso After Dark di via Montello. MA come si fa? Ma come si, dico io, dopo che i numeri parlano chiaro, dopo aver consultato la classifica e visto che Regazzoni non solo è ultimo a livello di vincite, ma anche a livello di piazzamenti e partecipazioni a tavoli finali.. Come può dare dello zingaro ad una persona che gli ha voluto così bene? Mi fa male leggere certe cose, mi ferisce e mi fa credere che al mondo davvero non esista la riconoscenza.
Mi rivolgo direttamente a te, Marco, che so che stai leggendo questo articolo: Perchè continuare con questa ridicola tecnica di attaccare chi è migliore di te, ma trova comunque la forza di aprirti uno spiraglio nella sua vita? Rifletti su queste mie parole.. e dopodichè, se possibile, cerca di ANDARTENE AFFANCULO!!

Ah, se avete creduto ad una sola riga, siete dei boccaloni.. Ti Amo Rega <3!

La vittoria dell'outsider, l'ennesima delusione di Albi

"E' arrivato il pollo da spennare": con questa frase, il buon Albi si rivolge ai vicini di tavolo quando viene a sapere dell'imminente arrivo di Marco Lamonica, riferendosi in modo assolutamente bonario alla poca esperienza di questo player. Eppure, proprio questa new entry del torneo, alla sua seconda partecipazione, riesce a scrivere il suo nome nell'albo dei vincitori e a portarsi a casa il primo braccialetto della carriera. Teo, Trok, Albi, Marco, Rega, Divo, Claudio, Ema: al via si presentano questi atleti, con il lungo della Pallacanestro Castronno che è il primo ad uscire per mano di un brillante Teo, vincitore grazie ad un AK contro AQ. Ema se la prende giustamente con il gufo della serata, ovvero la Ciuffy, che, pur non partecipando al torneo, è accusata da più parti di portare sfiga ad alcuni giocatori, probabilmente per favorire il fratello. Dopo poco tempo anche un Rega incredibilmente corto e sfortunato raggiunge Ema, ma la vera svolta del torneo arriva attorno alla mezzanotte: un triplo all-in vede contro l'A3 di Trok, il JQ di un Divo very short e l'impareggiabile coppia d'assi di Marco Lamonique, che domina nettamente e quasi triplica il suo stack con questo grande colpo. Già nella mano dopo il tavolo perde un altro player, visto che Albi elimina l'amico Claudio con un bel colore, e in breve tempo lo stesso Albi, per gli amici Zlatan, farà fuori anche Teo, grazie ad un dolorosissimo 1010 contro il K10 dell'onesto campione in carica. Con questa mano, Albi diventa chipleader e si presenta all'heads up nettamente favorito, anche a causa della poca esperienza del suo rivale che pure, dopo qualche pasticcio iniziale, ha sempre giocato in modo razionale, pur con qualche sculata degna della peggiore Inter di Mourinho. Tuttavia, per vincere in queste occasioni bisogna avere un certo tipo di DNA che il biondo da Solbiate Arno ha più volte dimostrato di non possedere: come Manuela Moelgg nello sci alpino o Damiano Cunego nel ciclismo, o peggio ancora Zlatan Ibrahimovic nel calcio, ha il difetto di eclissarsi nei momenti chiave, buttando via in pochi minuti tutto ciò che di buono si è fatto in una giornata. Buio dopo buio, Marco ritorna leader, sino a quando un Albi ormai nel panico più totale va in all-in con coppia di 8 che nulla può contro il K al flop trovato da Marco, clamoroso ma meritevole vincitore di questo afterdark. Per il prossimo torneo, in data sconosciuta, Better e SNAI quotano l'ennesimo secondo posto dell'eterno perdente Albi a 1.07, mentre Rega e Marco sono considerati i favoriti per la vittoria assoluta. Sorprese? Puntate su Divo, prima o poi la sua tattica più tirchia di Zio Paperone lo farà trionfare.

sabato 2 aprile 2011

Il ritorno del Campione: Teo domina l'Afterdark

Era dai tempi della celeberrima sceneggiata di sua sorella Ciuffy "Non gioco più a questo poker di merda", risalente ormai al 2010, che TeoCorio non giungeva all'heads up del torneo del venerdì sera. Dominatore incontrastato della scorsa annata, nei primi Afterdark di questo 2011 (peraltro non così frequenti come in passato, causa gnocca e impedimenti vari) aveva patito le pene dell'inferno, con eliminazioni clamorose, se non proprio assurde, da parte di giocatori ben meno esperti. Ieri sera tuttavia è tornato agli antichi splendori, in un tavolo che, oltre a lui e agli immancabili Albi, Divo, Rega, Papa e Ciuffy, presentava anche il rientrante Marco Stiz Pizzi e Marco La Monica: proprio il particolare stile di gioco di questi due giocatori, una vera calling-machine il primo e un imprevedibile battitore libero il secondo, ha scombussolato per la prima ora il regolare svolgimento del torneo, facendoli trovare addirittura nelle primissime posizioni, con alcuni colpi veramente incredibili (indimenticabile il tris di 10, a kicker più alto, con cui Stiz elimina proprio Teo, che si avvale del rientro). Lo stesso Stiz commetterà però l'imperdonabile errore di farsi mangiare dai bui, schizzati in alto in modo lento ma costante, andando presto a far compagnia a Lamonique e a Rega, eliminato da Albi che sfoggia un patetico full al flop contro colore al turn. Rega rientra successivamente, sostituendo Divo che non poteva fare tardi a causa dei tradizionali impegni pseudosportivi del giorno seguente, e si toglie la soddisfazione di eliminare Papa, con un K bloody-river che rimarrà negli annali di questo torneo. Tuttavia, quando si rimane in tre-quattro, e tra questi c'è TeoCorio, tendenzialmente non c'è storia. Difensivo agli inizi e aggressivo come non mai quando al tavolo si gioca per i primissimi posti e per i danée, la sua "tattica della paura" gli permette di eliminare prima Rega-Divo e poi sua sorella, cortissima da lungo tempo ma capace di resuscitare un paio di volte grazie a degli all-in azzeccati. Nell'heads-up, Albi, con uno stack nettamente inferiore a quello del rivale, conferma la sua somiglianza con Ibrahimovic, ovvero un gran giocatore incapace però di avere quella marcia in più nei momenti chiave: tutto facile per TeoCorio che si porta a casa i 30 euro del vincitore, mentre il biondo solbiatese si accontenta di una seconda piazza comunque soddisfacente. Prossimo appuntamento tra una-due o tre settimane, a seconda della disponibilità dei giocatori e soprattutto di quella della mamma di Teo a farsi sfracellare le balle dal branco di casinisti riuniti attorno al tavolo verde.