sabato 24 dicembre 2011
Tutto come previsto: Rega vince ancora
venerdì 9 dicembre 2011
Ave al nuovo leader Trok!
La battaglia per il podio non è stato l'unico momento clou di un afterdark particolarmente affollato. Lacrime di gioia quando, assieme al dottor Cattaneo, si presenta al tavolo Matteo Gus Hansen Cervini, assente addirittura da febbraio, quando comunque aveva messo insieme un primo ed un secondo posto: s'era poi disperso tra tette e culi (non solo femminili) milanesi, per tornare, come il figliol prodigo, sotto l'albero di Natale. E gioca bene il Tiuz: elimina il favorito Papadia con QQ contro 22, si mantiene a lungo nelle prime posizioni ma paga la mancanza di condizione e di abitudine, chiudendo ai piedi del podio con un indimenticabile all-in con 25. Non mancano mai le emozioni, nemmeno quando Ema sfoggia un brillante AA contro A9 fiori dell'amico Ste: il Ghiringhelli, unico e vero simbolo della Pallacanestro Castronno, pesca un clamoroso colore, consegnando il foglio di via al simpatico Cattaneo, che verrà timbrato definitivamente, pochi minuti dopo, dal debuttante Blansc, un'altra delle rivelazioni del tavolo. Ci sono stili diversi in questa serata: le urla e i pasticci di Papadia, le soffocate bestemmie di un Rega che non vede carte ed è il primo a salutare la compagnia (e la leadership generale), il silenzio tombale di Pocho che proprio così, giocando a nascondino, sale posizioni su posizioni, giungendo quinto, annichilito solamente dal solito Trok. Ste esaurisce il culo con la celebre mano di cui sopra ed entra nel club dei finanziatori di Albi, arrivato ad un certo punto sino a quota trentamila chips, una cifra sufficiente per pagarsi viaggio in vagone letto a Montecarlo, suite in grand hotel e due puttane: ma di come il solbiatese, che pure studia economia, abbia dilapidato un tale patrimonio s'è già detto.
Mancano tre settimane alla fine dell'anno, non si sa se ci sarà un ultimo tavolo verde: forse sì, per rispetto a quel Divo nel cuore di tutti noi, nonostante la sua lunga vacanza a Roma Ladrona; resta il fatto che Trok, con i 35 euro di ieri, è nettamente primo, e Teo, con i 15 del secondo posto, è secondo in solitaria; ma basterà una mano, basterà un Asso-Asso, e Rega potrà ristabilire le giuste, sacrosante gerarchie pokeristiche.
sabato 29 ottobre 2011
Cattaneo Cuore e Culo
Abili nelle fasi iniziali, crollano puntualmente verso la fine. In particolare Lazza, lungamente chipleader, si fa mangiar fuori l'immangiabile e torna mestamente a casa con un quinto posto: ma del resto, da uno che sostiene Gianfranco Fini non ci si può aspettare nulla di diverso...
Teo per certi versi ha un torneo simile a Papa, tocca punti bassissimi ma risale, arrivando ai piedi del podio, dal quale viene escluso da un A10 di Rega. Il debuttante Caimano è il primo a salutare la compagnia ma sarà protagonista fino in fondo, continuando a rimescolare le fish di Papa e impedendo quindi di conoscere il reale stack del biondo. Pocho, l'ormai dottore in scienze infermieristiche Lamo e Albi sono invece poco attivi: stupisce come il dottor Lamonica abbia smarrito quelle abilità pokeristiche straordinarie che gli permettevano di pescare un colore runner-runner o, nel peggiore dei casi, un poker al flop. Pocho è un oggetto misterioso stile Emanuelson, nessuno ha ancora capito il suo reale valore pokeristico, eppure tutti restano fiduciosi nei suoi confronti. Albi ripiomba nella consueta, conigliesca mediocrità, rubandosi l'unico rientro e facendosi notare unicamente per volgari gesti di violenza nei confronti di player decisamente più abili...ah, infine è giusto far notare come un torneo organizzato in onore del rientrante Divo non lo abbia visto tra i partecipanti: pare infatti che l'Ingegnere abbia preferito andare in Val Susa a vendere estintori ai manifestanti piuttosto che sedersi al tavolo verde.
mercoledì 5 ottobre 2011
I know. Tutta la verità su Albi.
Ma Albi non è solo poker, Albi è tanto altro. Albi è entrato negli annali della storia per quei suoi capelli biondo platino sfoggiati con orgoglio la scorsa estate, un orrido miscuglio tra Platinette e Cristiano Malgioglio, un look per il quale sarebbero dovuti andare in galera, buttando via la chiave, sia lui che il parrucchiere. Chissà quante persone, distratte dal bagliore di quel biondo bile/vomito, hanno condotto la propria auto contro un palo, un albero o altri ostacoli. Non è un caso che Solbiate Arno abbia fatto registrare un tasso di incidenti più alto di New York tra la metà di agosto e la metà di settembre.
Albi è anche quel ragazzo di antichi valori che ogni domenica e ogni estate allieta i suoi compaesani facendo il "capo"animatore del locale oratorio. Un gesto nobile, direte voi. Già, dedicare del tempo agli altri, senza chiedere nulla in cambio, che cuore...sarà così? No! Perché lui è PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! PAGATO! per farlo. Un mercenario. Eccola, quella prostituzione intellettuale tanto decantata da Mourinho. Eccola, la moderna meretrice di Babilonia citata nella Bibbia. Albi mercifica. Albi è una puttanella.
Infine, Albi ha un atroce segreto elettorale. Ha votato il nano pelato? O peggio ancora, lo Spadone razzista? O è forse un comunista estremo travestito da chiesarolo? Niente di tutto ciò. Signori e signore, Pierferdinando Casini. Quell'uomo che la mena sulla famiglia e poi è divorziato e risposato. Quell'uomo che ha molestato mezza Italia durante l'ultima campagna elettorale con quelle odiose telefonate registrate che ti svegliavano alle tre di notte: "Salve, sono Pierferdinando Casini, candidato alle prossime..."... "Vaffanculo ti e tutti quanti quei come ti!"era la risposta più in voga. Ma si può? Come cazzo si fa a votare Casini? Ditemelo! E soprattutto, trovatemi un'altra persona in tutta Italia che lo abbia fatto!
Si potrebbe dire tanto altro. Si potrebbe parlare per ore e ore, citare aneddoti e ricordi, inventare e inventare ancora. Ma no, mi fermo qui. Perché, nonostante tutto, Albi è Grande. Di una grandezza profonda, incommensurabile, come pochi altri personaggi in milioni di anni di storia. Una di quelle persone che ti entrano nel profondo e non te ne escono più. Comunque, appena ti vedo ti fracasso il pene a suon di pugni. Cordialmente, Rega.
martedì 4 ottobre 2011
Tutta la verità su Rega. ps: Jack trionfa!
Finalmente! Posso dire finalmente? lo dico: Finalmente!! Finalmente (e 4) ho la possibilità di scrivere tuta la verità sul soggetto che da mesi imbratta il vostro schermo con questi articoli denigratori di basso livello, che raccontano di partita giocate nella sua testa e che lo vedono logicamente uscirne sempre come un grande giocatore di poker. Cazzate.
Mi ricordo l'epopea del Regazzoni, avendola vissuta direttamente.. Mi ricordo come se fosse oggi il suo primo afterdark; erano i tempi in cui capitanPuri evoluiva costantemente nel red-table di Corio, dove il futuro urologo Cattaneo era una certezza, il buon Ghiringa era abbonato al terzo posto e TeoCorio non perdeva neanche sotto tortura! Si affaccia questo tizio, incamiciato e pettinato come una puttana d'alto borgo, che esordisce spavaldo e sicuro per poi presentarsi con la seguente domanda: ma doppia-coppia batte tris?.. Questo dovrebbe bastare per capire di fronte a quale persona ci si trovasse. Così i primi 5 mesi di partite, per il mitomane altresì conosciuto come il Voyeur di varese si spendono tra uscite come primo player, bluff suicidi con 2-7, e puntate idiote con minimun-per ostentando il princìpio del: Credo nel cuore delle carte! Qualcuno gli spieghi che non stiamo giocando a Pokèmon o a Yu-Gi-Oh!
Poi però, succede un fatto.. è la primavera, il caldo inizia ad essere insistente, Papadia torna carico dalle trasferte milanesi con l'ormone a fior di pelle, la splendida Ciuffi si iscrive a tutti gli effetti all'albo dei pokeristi e il Regazzoni, meglio noto come Carlton - il cugino di willy il principe di Bel Air, riesce per qualche motivo a noi sconosciuto a fare dei piazzamenti interessanti, e ad entrare nella money list. Ebbene si Ragazzi, avete capito bene! I cerchi nel grano, gli ufo, la crescita spropositata in età avanzata dei capelli di Antonio Conte non sono che piccoli dubbi dell'umanità in confronto all'incredulità popolare derivante dal primo afterdark vinto da Regazzoni, ormai diventato la simpatica mascotte di tutti, e per questo molto teneramente chiamato: il sosia di Zoidberg!
Ma mi accorgo che mi sto perdendo nei ricordi, e tralasciando la cosa più importante, raccontare della partita di ieri sera. Innanzitutto, un doveroso minuto di silenzio per gli assenti, Divo e Trok. Il secondo, impiegato a diventare ancora più enorme in palestra, mentre il primo ormai è definitivamente trasferitosi a Roma, dove tra l'elemosina ai semafori e pranzi alla mensa dei vigili del fuoco (dove, logicamente, cerca sempre di vendere i suoi famigerati estintori!) non ha più la possibilità di venire a regalarci 5 euro settimanali. Spiace Divo, ti ricorderemo così: Fold-Fold-Fold-Fold-Check da grande buio e poi Fold-Fold-Fold-Fold- All Inn con carte indegne-Perso.
Ma veniamo alla partita: Che partita è stata? Strana. L'inizio è letargico, causa la concomitanza di un torneo on-line di Teo e successivamente il reiterarsi di trattative fantacalcistiche tra Weigo e lo stesso padrone di casa, e vede inizialmente portarsi in vantaggio il positivissimo futuro dottor House Lamo-Lamonica che diventa chip leader battendo Teo con il suo AK contro K10, comanda il kicker. Dura poco però questa leadership, perchè Rega (si, proprio lui, proprio proprio proprio lui) vince un bel piattone contro Jack-Tha assicurator e Mimmodia (weigo) con un full trovato abbastanza barbaramente e raddoppia sostanzialmente il suo bottino a livello di chips guadagnando la testa del tavolo. Pronta risposta del dottor Lamo, che con un altro bel full di AJ scoppia il KK di Jackomino e incrementa il proprio stack, mantenendo la testa del tavolo insieme al Rega. Ma come è bravo questo Rega, com'è forte, come gioca bene, come non vede mai le carte (sempre almeno un A in mano) come trascina la serata col suo carisma! Il tempo passa, i bui si alzano, e Weigo fa valere la legge della Jungla contro Lamo, perchè il suo JJ demolisce il 1010 del povero neo-neurologo, facendo così fare double-up al biondo dagli occhi che ti ammaliano. Avanti ancora, e succedono nell'ordine: eliminazione di Jack, che si avvale del rientro (scelta poi rivelatasi vincente), Coppia di K di Lamo che vince un bel piatto, ancora Lamo-scatenato- che con tris di K batte la doppia coppia di Rega (ora forse lo ha capito che la famosa "three of a kind" distrugge la "double-cage"); grande bluff di Albi che vince un piatto con niente in mano-lotta paerta tra lui e Teo per i più sfigati al tavolo nella serata, importante vittoria di AndreaLazz, che zitto zitto mantiene un buono stack, giocando in maniera oculata e gestendo al meglio le sue finanze. Ecco poi il momento decisivo: Super piatto, con gli All-Inn di Teo, Albi e Rega- Siamo al momento chiave, dove vengono fuori le giocate vere, dove chi è più bravo vince. Ed ecco che, al flop i 3 cuori lasciano Teo subito al palo, fanno emozionare Albi che setta un tris di 8 e Rega che.. indubbiamente con talento e giocate da vero professionista, trova un bel colorino al flop -il punto più alto possibile- e così facendo triplica il suo stack. Ormai ha vinto, direte voi, ne elimina 2 in un colpo solo, ha tantissime chips, bravo com'è.. come fa a perdere? Complice poi la seguente eliminazione del BelloBelloTremendamenteBello Papadia, sembra che gli astri abbiano fatto la loro scelta, che sia la Rega's night. Potrebbe anche andare in bagno e restarci per due ore a farsi la sua solita auto-colonscopia, che tanto all'uscita sarebbe comunque chip leader...
.............
..........
.................... ahah
.........ahahahahahah
..............ahahahahahahahahahahahahahahahahah
Può forse essere andata così? Ma va! Perchè lui, quello che sa giocare, quello che è primo in ogni classifica di rendimento all'asilo di Bobbiate, in poco tempo sperpera una fortuna.
Nel frattempo Jack vince un piatto-monstre da 26mila e si candida direttamente all'heads-up, contro Rega sicuramente...
Rega... Rega... Non so veramente neanche trovare la parole per definirlo..
Fa tenerezza, sembra un piccolo panda con gli occhi sporgenti, un pulcino bagnato che cerca la mamma, un cacca molle appena calpestata in una prato del Prà-Maslino..
Lo volete sapere che fa? Va in All-Inn con 7-3 contro l'A-6 di Lamo, che è un po' come giocare a 5 punte contro il Barcellona, andare a dire a Tyson in un bel faccia faccia che è un maledetto coglione.. potrei fare altri 1000 esempi simili, ma il succo è questo: perde e torna a Belforte con le pive nel sacco. La partita si chiude in haeds-up, con la vittoria di Jack contro Andrea e il terzo posto di Lamo.
Ora chiudo questo infinito post, Rega ha perso.. ma come lui anche Io, Teo, Weigo, Lamo e Andrea. Perchè lo sport è questo, perchè uno vince e gli altri perdono. Ed è bello per questo..
Ed è bello andare a casa e sapere di non trovare il giorno dopo un post inventato in cui un mitomane si autocelebra come il campione dei campioni e insulta gli onesti giocatori che combattono da sempre contro la sfiga nelle carte, che ci mettono il cuore quando giocano, e soprattutto.. (da leggere con incazzatura di Berlusconiana memoria...): CHE NON SONO, E NON SARANNO MAI DEI POVERI...PATETICI... COMUNISTI!!!!!
Ovviamente si scherza Rega eh, non vorrei trovarti sbronzo di crodini all'esselunga di masnago che piange perchè i suoi amici o presunti tali non lo capiscono..
mercoledì 21 settembre 2011
Remuntada di Trok, ma Albi dov'era?
Rega, indubbiamente traumatizzato dalla mancanza di Albi, dopo poche mani si vede spiattellare in faccia un poker di 3 servitogli da Teo Corio, e non può far altro che usufruire del primo rientro; la stessa strada verrà seguita da Trok, pur al termine di una mano meno spettacolare. Il primo a cedere definitivamente è Divo: gli è bastato un solo torneo di assenza per dimenticare completamente le basi fondamentali del gioco, tanto da foldare un AQ e altre mani oscene e da uscire mestamente contro il colore di Trok, senza dimostrare quel pizzico di aggressività in più che lo stava trasformando da una folding-machine a un pokerista decente.
Papa, Trok e Teo sono i più lunghi al tavolo, ma proprio il futuro sturacessi della Lindt, dopo qualche manche non azzeccata, non trova l'incastro tanto ambito e viene eliminato dal sorprendente Pupu, che però cederà da lì a poco. Un Rega difensivo e tenace come l'Uruguay di Tabarez si affaccia dunque al podio, e ad un certo punto sembra destinato all'heads up, quando Trok perde il 90% del suo stack contro un tris di Papa: tuttavia, come la formica della favola, il biondo steroidomane recupererà passo dopo passo, rischiando tantissimo ma vedendosi premiato con l'eliminazione di Rega. L'atto finale è un festival scandinavo, con Papa nettamente favorito: tuttavia, il grande chiavatore castronnese subisce la "sindrome di Albi", quella particolare patologia che, fino a settimana scorsa, portava al suicidio totale chi partiva all'heads up con uno stack nettamente superiore. Anche qui Trok rimonta e strappa un mille dopo l'altro al rivale, che si vede scoppiare il suo asso da una coppia di sei che scende al flop. Andrea Pozzi da Albizzate, dopo una buona serie di tornei insignificanti, vince meritatamente il torneo e risale posizioni nella money list: eppure, per la classifica stagionale, sembra ancora una questione a tre tra Teo, Rega e Papa. Il prossimo torneo saprà dirci di più.
sabato 17 settembre 2011
Ma allora c'è una speranza per tutti!
Per il resto, i ben nove partecipanti della serata hanno dato vita ad un torneo lungo, intenso ma con pochi momenti di vero sussulto: tra questi si segnalano il full con cui il noto ultras interista e deputato di Rifondazione Comunista Lazza elimina Trok, piuttosto che il colore di Papa che annienta il tris d'assi di Ema, un Ema che avrebbe spostato mari e monti pur di partecipare a questo poker, ma che si è dimostrato ancora una volta inadatto a sfide di alto livello, quasi peggio di Belinelli. Buona la prestazione di Polpo Paul Pocho Lavezzi, che chiude al quarto posto facendo sudare quaranta camicie agli altri tre prima della sua dolorosa eliminazione; onesta e coraggiosa la prova di Rega, che resiste molto più di quanto il suo stack avrebbe consentito. E Divo? No, non lo abbiamo citato non perché come al solito non ha giocato una cazzo di mano, ma semplicemente perché era assente causa improrogabili impegni sentimentali.
Dunque ha vinto Albi. E' la classica favola italiana, come quegli scudetti vinti dal Cagliari o dall'Hellas Verona. Voci non confermate dicono che in questo momento stia percorrendo in ginocchio tutto il cammino di Santiago de Compostela, autofrustandosi con la corda con cui si sarebbe impiccato in caso di mancata vittoria, per ringraziare chi di dovere. E il suo successo serva da lezione: se ce l'ha fatta lui, ce la possono fare tutti. Anche se, si sa, i miracoli accadono una volta sola. =)
venerdì 19 agosto 2011
Mimmo sorprende tutti, Albi squittisce ancora
Già, gli altri, ovvero un Trok grintoso ma condannato dal J al river di Albi che affossa il suo 22, un Rega impreciso eliminato la prima volta da una buona mossa di Albi e la seconda da un 67 contro 88 di Teo, e un Divo che, nel frattempo, ha dato alle stampe il suo ultimo libro: "Il pokerista inesistente". La vittoria di due volte or sono, invece di caricarlo a molla, lo ha riportato ai suoi livelli standard, una percentuale di mani giocate che si aggira attorno allo 0,07% del totale e i premi, quei premi che in the money Divo del 2010 non si lasciava mai sfuggire, restano un lontano ricordo. A cosa serve avere al tavolo un player del genere? Semplice, ad aggiungere cinque euro al pot finale. E a cosa serve avere un pokerista come Albi? A farsi delle grasse risate per come il destino, ogni volta, si diverte ad accanirsi contro le ambizioni di questo simpatico e orgoglioso cestista, tutto casa, oratorio e Maura. Gonfio come non mai delle chips faticosamente guadagnate nelle prime due ore di gioco, si scioglie come d'incanto, come se fosse farina al vento, neve al sole, escrementi aggrediti da mosche. E si accontenta del terzo posto, ma in fondo si sa, gli eterni perdenti hanno sempre un posto speciale nel cuore degli appassionati, più di molti grandi campioni. E Teo? Stavolta è bravo, bisogna riconoscerlo. Trascorrere la vita con un mouse in mano e un tavolo verde sullo schermo dà i suoi frutti, permette di recuperare situazioni difficili, di risalire con carte sfortunate. Poi l'heads up finale non lo premia, questo sorprendente Mimmo (probabilmente il mister X tanto cercato da Galliani per completare il centrocampo) ci approda dopo una serie di bluff incredibili ma ha carte buone nella sfida decisiva, e chiude con una scala degna di applausi. Gli squittii di delusione di Albi sono ancora forti quando il terzo braccialetto della carriera viene messo al polso di Mimmo, lanciato in solitaria all'inseguimento del fuggitivo TeoCorio. Però diciamolo, al di là delle delusioni, delle critiche e delle botte di culo: che mondo sarebbe senza il tavolo verde di casa Corio, con le sue storie sempre uguali e sempre diverse? E soprattutto, che mondo sarebbe senza il suo simbolo, l'inarrivabile turbosquit Albi?
mercoledì 17 agosto 2011
Rega vincit, Rega regnat, Rega imperat
Comunque dai, facciamo i seri. C'è chi è in America a sbancare i casinò locali (Ste), chi continua a fare l'apprendista urologo (Ema), chi è stato rapito dalla Banda della Magliana (Albi): a proposito di Albi, ieri è giunta la richiesta di riscatto accompagnata da un "pezzo del suo corpo", a detta dei sequestratori, che infatti hanno allegato un frenulo alla lettera; tuttavia, essendo noto che il buon Alberto è circonciso, si capisce come i rapitori non stiano facendo sul serio.
Con tutte queste assenze, urgono il rientro di un Papadio fresco di Lloret de Mar e di esperienze bi/transex e il debutto assoluto di Marco Zoccali, laureando con lode in Scienze e Tecnologie Alimentari della provincia di Novara, subito nel cuore di tutti per una pacatezza e un'ironia che ricordano tanto il Giuseppe Giacobazzi di Zelig. Al loro fianco, la solita ossatura composta da Teo, Rega, Divo e Trok. Per Corio non è una serata fortunata, lo si capisce quando il suo AJ viene scoppiato dall'A5 di Trok, costringendolo immediatamente al rientro; anche Papa, da lì a breve, sommerge il tavolo di una litania di bestemmie, con il suo tris di K al flop che non può nulla contro il colore di Rega, ma pure il noto trombeur des femmes decide di rientrare. Il primo a salutare definitivamente la compagnia, e dopo le sculate della volta scorsa non poteva essere altrimenti, è Divo, impotente a letto e contro il colore pescato da TeoCorio; ma da quel momento si scatena Rega. Papadio, che nel frattempo si prepara una cena a base di tonno scaduto e gallette di merda, paga nuovamente dazio con il suo AQ umiliato dal secondo colore di Rega; poco dopo, ancora AQ per Teo distrutto dal tris di 7 al flop dello stesso Rega. Corio a quel punto se la prende con un noto suino delle alte sfere, ma può solo fare da spettatore agli ultimi tre players rimasti. Si gioca dunque per il podio, per le medaglie, per la gloria. Bronzo e zero Euro per Trok, eliminato nel più tradizionale dei QQ contro KK dal sempre più sorprendente Zoccali, una buona carriera online alle spalle e uno stile di gioco parecchio scazzato ma efficace. All'heads up, il novarese parte in tromba con una serie di clamorosi bluff che portano un Rega non aiutato dal mazziere ad un passo dal ko, ma appena le carte girano parte la rrrremuntada, coronata, tanto per dire, da un colore con KQ al river contro AJ che pesca J al flop.
Dunque, per Rega si tratta del secondo braccialetto della carriera, al termine di un torneo dove la fortuna ha indubbiamente fatto la sua parte, ma anche il bel gioco non ha latitato. Di più, lo stesso Rega passa al primo posto della money list 2011 con 85 euro. Alla faccia tua, Albi. =)
lunedì 15 agosto 2011
Finalmente Divo!
Al tavolo verde si siedono Teo, Divo, Trok, Rega, Lamo, il suo debuttante fratello Simone e un ragazzo col crestino biondo platinato la cui carta d'identità reca il nome Alberto Riganti: si tratta presumibilmente di un barbone che ha aggredito e sequestrato il vero Albi, rubandogli i documenti. Comunque, non c'è nemmeno tempo di dare il fischio d'inizio che incominciano i botti, con Teo che va all-in alla terza mano, ma il suo 55 viene scoppiato dal KK di turbochiappa Lamo. Ovviamente, il padrone di casa si avvale del rientro, e la stessa procedura viene a breve seguita da Trok, il cui ridicolo all-in con 28 viene annientato dall'AK di Rega. In cinque minuti di gioco i rientri sono già terminati, ma verso le 22.30 inizia a delinearsi il copione della serata, vale a dire un Divo imbattibile, più cinico di Ibrahimovic, più fortunato di Mourinho, più negro di Eto'o. Prova uno: all-in di TeoCorio con doppia coppia pescata al turn, tris d'assi che scende al river per Divo, una mano accolta con filosofia da Teo, ritiratosi a bestemmiare in salotto. Prova due: tris di J di un cortissimo Simone dominato da un tranquillo colore al flop di Divo, e restano solo cinque concorrenti. Prova tre: il sequestratore di Albi si gioca tutto con 4/5 di colore al flop, ma tali restano anche dopo il turn e il river, e il tris di 5 di Divo vince anche stavolta. Prova quattro: all-in di Rega con 77, niente da fare contro il QQ di Divo. A quel punto il sottoscritto si alza dal tavolo, recita silenziosamente una decina di rosari, scaglia ripetutamente tutto ciò che gli capita in mano a terra e infine si ricompone accettando pacificamente il verdetto. Inutile dire che l'ingegner Divizia, che ha pagato il buy in con due ricariche per estintori, ha uno stack più o meno decuplo rispetto a Trok e Lamo: tuttavia, Trok recupera sapientemente mano dopo mano e riduce il divario, sbarazzandosi di Lamo (più serio e meno sculato del solito, a dire il vero) con AQ contro A4. Inizia quindi un heads up da paura, interminabile, con continui colpi di scena e ribaltamenti di fronte, come se si sfidassero il Barcellona di Guardiola e il Milan di Allegri: insomma, spettacolo puro e pronostico impossibile. Alla fine, dopo una serie di montagne russe e con i players sempre più stanchi, è proprio Divo a portarsi a casa meritatamente il braccialetto del vincitore. La sua è un'impresa a tutti gli effetti, quasi strappalacrime, paragonabile alla Grecia degli Europei 2004 o a quando Peter Griffin dimentica come ci si siede. 30 euro per lui, 15 e un estintore per Trok, le briciole per gli altri, sfortunati o semplicemente imbranati. Il vincitore ha già fatto sapere che devolverà il premio nel fondo cassa comune per pagare il riscatto di Albi.
sabato 30 luglio 2011
La dura legge del poker
Teo, Rega, Trok, Divo e per l'appunto Ema e Ste: quest'ultimo parte con qualche difficoltà, esce in breve tempo ma si avvale del primo dei due rientri a disposizione dei players. Al tavolo si ode una voce continua e monotona come quella di Capezzone: è il buon Teo Corio parecchio innervosito dalla brillante prestazione di Rega, dominatore sin dalle prime mani per "puro culo" (a detta dell'esperto padrone di casa); culo o abilità che sia, l'incrocio pericoloso Teo-Rega si manifesta in molte occasioni, dove puntualmente il depilato albizzatese esce con le corna rotte, venendo sbattuto fuori da un colore al K, prima di avvalersi dell'ultimo rientro. Il primo a salutare definitivamente la compagnia è lo slanciato Ema, la cui prestazione da mazziere è stata indubbiamente più significativa che quella da pokerista: il suo AQ non viene aiutato dalle carte che scendono sul banco, e a vincere è il 1010 di Ste, che lancia l'inseguimento a Rega. Il varesino cerca allora la fuga, scoppiando l'asso di Divo con una coppia di J che scende al flop e mandando a casa il quinzano runner, autore di un torneo opaco, con pochi sussulti (insomma, il vecchio Divo di sempre). Altro momento significativo della serata è quando si ripresenta lo scontro Teo-Rega: anche stavolta nulla da fare per l'ormai ex baskettaro, con l'AQ dell'avversario che fa a pezzi il suo 88, e Rega gode come un riccio, scatenandosi in una serie di insulti e sfottò degni del perggior Sgarbi verso l'amico-rivale, già umiliato nel pomeriggio a ping-pong.
Da quel momento in poi il torneo cambia andazzo: Rega ha la pancia piena, e viene oltretutto distratto dal rientro in casa di un'abbronzatissima e di conseguenza gnocchissima Ciuffy; Ste e Trok, fino a quel momento abbastanza nascosto, recuperano gradualmente, con il biondo che utilizza la furba e rischiosa tattica di una serie di all-in con carte improbabili per rubare i bui, già cresciuti a livelli interessanti. Gli basta un asso per scoppiare il QK di Rega, e portarsi così all'heads up contro il Ghiringhelli che però domina; Trok va all-in con 4/5 di colore al flop, ma a Ste basta la coppia di K per vincere strameritatamente il torneo.
E' la dura legge del poker, già dimostrata nello scorso appuntamento: chi è assente da molto tempo, rientra e vince. Da notare che Ste, nelle prossime settimane, terrà alto il vessillo del tavolo verde di casa Corio in una cornice del tutto prestigiosa, quella Las Vegas terra dei sogni per ogni pokerista e tappa imprescindibile della sua vacanza americana. Non è da escludere che comunque si faccia qualche altro torneo estivo, compatibilmente con ferie e amenicoli vari. E se la legge è quella, vuoi vedere che squit-squit Albi, al rientro dopo due assenze, otterrà finalmente l'agognato braccialetto?
giovedì 21 luglio 2011
Il ritorno di SuperPippo Papa
Non è un torneo tradizionale, quello no: Divo infatti è clamorosamente scatenato in avvio, sembra un giovane Zdenek Zeman tutto all'attacco, solo lontano parente di quel mix tra un vietcong imboscato nella foresta e il tirchio Zio Paperone che tutti conoscevano prima di ieri. E non è un torneo tradizionale perché le bluffate di Teo Corio vengono puntualmente chiamate (e svelate) da chicken Lamo, che chiama l'inchiamabile ma come sempre se la cava discretamente. Anche Rega svela un'insolita aggressività che tuttavia non paga, visto che è l'unico player ad usufruire del rientro dopo una donkata indegna della sua carriera. Le ore passano, ma le emozioni sono fiacche: mentre Rega e Papa continuano a fare a gara ripescando biografie ed aneddoti calcistici del quindicesimo secolo prima di Cristo, Divo riesce ad eliminare il solito Trok con gli occhi a forma di nuggets, felicissimo di andare al Mc. Così, il venditore di estintori (sequel del film Il cacciatore di aquiloni) si trova addirittura cheapleader, con Papa alle calcagna: i "poveri" Rega e Teo sono eliminati in breve tempo, il varesino (poco ispirato a causa dell'assenza dell'amato Albi) fatto fuori dal solito, impareggiabile culo di Lamo che becca un colore runner-runner, il padrone di casa costretto all'all-in della disperazione con 29, prontamente seccato dall'Ingegnere. Divo-Papa, l'heads-up che non ti aspetti: il biondo è davanti e rimane davanti fino in fondo, fino a quando Divo si gioca tutto col suo JQ e prova la sensazione di essere investito da un Frecciarossa a 300 km/h, visto che Papa sfoggia QQ.
Davide Papadiadiodio è dunque il meritato campione del torneo di ieri sera: poco presente ma cinico come pochi, è un vero Pippo Inzaghi del tavolo verde, oltre che un trombeur des femmes da prendere a modello per tutti. Ma un Divo così fa paura a tutti: si vocifera infatti che la vera profezia dei Maya non riguardasse la presunta fine del mondo del 2012, ma il suo cambio di stile di gioco nell'estate 2011.
sabato 16 luglio 2011
Teo in trionfo; Albi, che tonfo!
Assenti tutti i titolari della Pallacanestro Castronno (Albi è destinato a una stagione di panchina, Teo si darà al giardinaggio), un'interessante new-entry è rappresentata da Paolo, brillante amico di Lazza, il confermatissimo cugino di Albi. Otto atleti al via e tali rimangono per un bel po', considerando che, data l'eccezionalità dell'evento, vengono istituiti ben tre rientri: c'è chi salta alla terza mano, come Trok che fa volare alto Teo, e chi poco dopo, come Rega che perde tris vs colore proprio contro il rientrante Trok: ma per entrambi, così come per Albi, c'è una seconda chance. E' il debuttante Paolo, buoni numeri ma troppa sfortuna, il primo ad abbandonare definitivamente il tavolo: il suo 99 viene bruciato senza scampo dall'American Airlines di Teo, che cerca di imporre la sua supremazia. Trok è a un passo dal tornarsene a casa (o meglio, al Mc) grazie al QQ di Rega, ma pur rimanendo cortissimo recupera passo dopo passo e contro la sua volontà, visto che non vede l'ora di dedicarsi ai soliti 12547896132597531 McChicken. Addirittura, dopo una manche che in gergo tecnico viene definita "mano della madonna", lui e Teo escono ancora più rafforzati, mentre le orecchie da roditore di Albi si abbassano definitivamente, e il biondo solbiatese allieterà il resto della serata esibendosi in un vastissimo repertorio rock e dance grazie alle cuffie di suo cugino. Entrano in scena d'improvviso Claudio e Lazza: il primo, aiutato dalla legge dei grandi numeri, manda definitivamente out Trok, felicissimo di fuggire all'amato fast-food, ma già nel giro di un paio di mani verrà bastonato a sangue da Teo, sempre più dominatore; il secondo, dopo una gara onesta con pochi colpi, si prende il lusso di eliminare proprio il siciliano, garantendosi un posto tra i primi tre premiati. Già, perché nel frattempo the ghost Divo viene sbattuto fuori da un maestoso full di Rega, così Casper, altro soprannome guadagnatosi dall'Ingegnere per la sua totale inattività pokeristica per ore intere, perde la possibilità di andare a premi. Rega, con una grande rimonta, elimina anche Lazza grazie ad una coppia di Q, assicurandosi così le dieci banane del secondo classificato: c'è infatti poco da fare contro un Teo veramente in grande spolvero, che vince meritatamente dopo poche mani di heads up, chiudendo con un A10 contro K8.
Dunque, la vittoria va a chi ha fatto vedere il miglior poker della serata (mentre altre sere, bisogna riconoscerlo, era stato più sculato di Lippi ai Mondiali 2006), e gli altri due premi a chi comunque s'è difeso onestamente, prendendosi di tanto in tanto qualche rischio; quello che non sa fare Casper, meritatamente ai piedi del podio. Vergognoso Trok, vero donk della serata, bravi ma sfortunati Claudio e Paolo. Albi, sicuro di sè e spaccone nelle prime mani, si dissolve più rapidamente della neve nel Sahara; forse un paio di settimane tra le incontaminate vette dell'Alto Adige lo aiuteranno a capire che nel poker vince chi sa giocare meglio, non chi urla di più. E Rega sa giocare, mentre Albi no. =) TVB, lo sai.
sabato 28 maggio 2011
----....-^ Se in trasferta è Ema show, on-line è Teo show!!^-....----
sabato 7 maggio 2011
In trasferta è Ema show
Pronti via, e la meteora Teo Corio torna a casa: comparso all'ultimo momento dopo un improvviso cambio di programma, non gli servono a nulla i soliti bluff che ormai li riconosce anche la nonna di Albi, anche se esce in maniera sfortunata con un colore contro colore a carta più alta a vantaggio di Trok. E' un Afterdark che procede incredibilmente veloce, dove le emozioni non mancano mai: Ste, cortissimo sin dalle prime mani, sfoggia un maestoso KK, ma quando l'avversario è tale Stiz, un uomo che per almeno un'ora non ha mai visto carte inferiori ad AQ, non c'è niente da fare, e infatti l'asso al flop condanna il Ghiringhelli all'uscita. Nel giro di pochi minuti, si riconferma anche un detto che tutti i pokeristi conoscono: chi di colore ferisce, di colore perisce. E infatti il biondo Trok, killer di Corio come detto sopra, viene punito da un colore all'asso di Ema contro una carta più bassa. Già qui si scorgono i primi segnali di come il destino, questa sera, abbia scelto Cattaneo. Ma la mano probabilmente più emozionante è quando l'ottimo Andrea, piacevole rivelazione del torneo, elimina un Rega come al solito coraggioso e che difende con le unghie e con i denti il titolo di campione in carica: coppia di 9 che scende al turn per Rega, bloody river sotto forma di K per il rivale che si avvia a grandi passi verso il podio. Stiz, esaurito il culo iniziale, viene sbattuto fuori da un KK di Ema, che diventa più ricco di un banchiere ebreo e di Bill Gates messi assieme: proprio il dottor Cattaneo, nonostante potesse starsene tranquillo ad aspettare le lotte fra gli altri, si prende il lusso di far fuori Albi, il solito Albi, tanto spaccone e tanto tenero al tempo stesso, incapace di sfoderare la sua indubbia classe nei momenti chiave. Poi tocca a Divo. Divo? Ah sì, c'è anche lui. Invisibile, impalpabile, nascosto meglio di un Vietcong nella foresta pluviale, cerca come al solito di rubare i soldi del secondo posto ma il suo diabolico 66 viene punito dall'A7 di Andrea, sempre più sorprendente. E poi un heads up senza storia: troppo ricco Ema per poter avere problemi col cugino di Riganti, che capitola con un 44 bruciato da un K al flop. Una partita dominata dal futuro urologo, che conquista meritatamente il secondo braccialetto della carriera. Ringraziamo Albi per la gentile e premurosa ospitalità e diamo appuntamento al prossimo torneo dove, per la legge dei grandi numeri, sarà proprio Riganti ad alzare le braccia al cielo, dopo mesi di sofferenze e dolori anali.
sabato 30 aprile 2011
Rega, la vittoria che vale una carriera
Il torneo incomincia con un paio di novità tattiche: Divo è meno tight del solito, e la sua percentuale di mani giocate schizza vertiginosamente dall'0,5% allo 0,7% del totale; Teo si diverte a bluffare, e porta a casa una mano clamorosa con 2-4 e un flop stellare contro il povero Albi. Tuttavia, proprio Teo sarà il primo a salutare la compagnia perdendo contro Papa, ma si avvarrà del rientro senza pensarci troppo. Poi il torneo sembra assumere i tratti di una battaglia a due, ovvero Teo contro Albi, con gli altri concorrenti che si eclissano e che devono fare i conti con i bui in aumento. Proprio il padrone di casa fa fuori Albi con un QQ contro 55, ma anche il cattolico solbiatese decide di rientrare. Dopo una lunga fase di stallo, l'AK di Rega annienta, con un tris d'assi, il 1010 di Papa, e per il profumato ultrà l'unica cosa da fare è tirar su i bagagli e tornare mestamente a casa. Un altro AK, stavolta per carta alta, permette a Rega di risalire ulteriormente ai danni di Teo che, dopo aver inveito contro ogni Santo del Paradiso, esce definitivamente contro il magistrale colore al flop di Albi il quale, in pochi minuti, elimina anche Divo, al suo ottavo all-in consecutivo per ovvie ragioni: si concretizza quindi il sogno di una vita, una finale Albi-Rega. Il democristiano di Solbiate Arno ha uno stack triplo del rivale, ma il democratico varesino, facendo propria la lezione di mister Sannino, sa bene che bisogna avere i coglioni di provarci fino in fondo: in particolare, è una coppia di Jack che permette a Rega di ribaltare la situazione. Gli splendidi occhi di Albi, dopo questo colpo, assumono le sembianze di quelli di un fagiano passato da parte a parte dai pallini del cacciatore, esalando l'ultimo respiro prima di schiantarsi a terra. La sfortunata Caporetto rigantiana si concretizza con un disperato all-in annientato da un Q carta alta: per Rega è il suo primo braccialetto con gli annessi 25 Euro (20 in contante più un panino). Che dire di Albi? Onesto e sportivo come non mai, tanto da riconoscere i meriti dell'avversario, non merita critiche per questo risultato. Anche perché sparare sulla Croce Rossa è una cosa veramente bastarda. =)