Un copione trito e ritrito. Albi parte a manetta, lancia proclami di vittoria, arriva a detenere il 70% delle chips del tavolo...e poi, orecchie basse e a casa, senza premi anche stavolta. Teo parte male, si incazza, non vede carte, ma quando tutti lo danno per morto rimonta e va a premi, pur con la delusione dell'heads up. Mimmo, sempre il solito Mimmo, arriva fino in fondo e, dopo un saliscendi da urlo, vince anche stavolta. Gli altri stanno a guardare, tra all-in improponibili e carte che non girano.
Già, gli altri, ovvero un Trok grintoso ma condannato dal J al river di Albi che affossa il suo 22, un Rega impreciso eliminato la prima volta da una buona mossa di Albi e la seconda da un 67 contro 88 di Teo, e un Divo che, nel frattempo, ha dato alle stampe il suo ultimo libro: "Il pokerista inesistente". La vittoria di due volte or sono, invece di caricarlo a molla, lo ha riportato ai suoi livelli standard, una percentuale di mani giocate che si aggira attorno allo 0,07% del totale e i premi, quei premi che in the money Divo del 2010 non si lasciava mai sfuggire, restano un lontano ricordo. A cosa serve avere al tavolo un player del genere? Semplice, ad aggiungere cinque euro al pot finale. E a cosa serve avere un pokerista come Albi? A farsi delle grasse risate per come il destino, ogni volta, si diverte ad accanirsi contro le ambizioni di questo simpatico e orgoglioso cestista, tutto casa, oratorio e Maura. Gonfio come non mai delle chips faticosamente guadagnate nelle prime due ore di gioco, si scioglie come d'incanto, come se fosse farina al vento, neve al sole, escrementi aggrediti da mosche. E si accontenta del terzo posto, ma in fondo si sa, gli eterni perdenti hanno sempre un posto speciale nel cuore degli appassionati, più di molti grandi campioni. E Teo? Stavolta è bravo, bisogna riconoscerlo. Trascorrere la vita con un mouse in mano e un tavolo verde sullo schermo dà i suoi frutti, permette di recuperare situazioni difficili, di risalire con carte sfortunate. Poi l'heads up finale non lo premia, questo sorprendente Mimmo (probabilmente il mister X tanto cercato da Galliani per completare il centrocampo) ci approda dopo una serie di bluff incredibili ma ha carte buone nella sfida decisiva, e chiude con una scala degna di applausi. Gli squittii di delusione di Albi sono ancora forti quando il terzo braccialetto della carriera viene messo al polso di Mimmo, lanciato in solitaria all'inseguimento del fuggitivo TeoCorio. Però diciamolo, al di là delle delusioni, delle critiche e delle botte di culo: che mondo sarebbe senza il tavolo verde di casa Corio, con le sue storie sempre uguali e sempre diverse? E soprattutto, che mondo sarebbe senza il suo simbolo, l'inarrivabile turbosquit Albi?
venerdì 19 agosto 2011
mercoledì 17 agosto 2011
Rega vincit, Rega regnat, Rega imperat
Chi è più bello, Tom Cruise o Brad Pitt? Ora, voi vi stupirete a leggere una simile apertura di un post su un torneo di poker, ma il motivo è semplice: la vittoria di Rega di ieri sera è talmente netta, che potrei passare il tempo a classificare i fusti di Hollywood piuttosto che a raccontare l'afterdark.
Comunque dai, facciamo i seri. C'è chi è in America a sbancare i casinò locali (Ste), chi continua a fare l'apprendista urologo (Ema), chi è stato rapito dalla Banda della Magliana (Albi): a proposito di Albi, ieri è giunta la richiesta di riscatto accompagnata da un "pezzo del suo corpo", a detta dei sequestratori, che infatti hanno allegato un frenulo alla lettera; tuttavia, essendo noto che il buon Alberto è circonciso, si capisce come i rapitori non stiano facendo sul serio.
Con tutte queste assenze, urgono il rientro di un Papadio fresco di Lloret de Mar e di esperienze bi/transex e il debutto assoluto di Marco Zoccali, laureando con lode in Scienze e Tecnologie Alimentari della provincia di Novara, subito nel cuore di tutti per una pacatezza e un'ironia che ricordano tanto il Giuseppe Giacobazzi di Zelig. Al loro fianco, la solita ossatura composta da Teo, Rega, Divo e Trok. Per Corio non è una serata fortunata, lo si capisce quando il suo AJ viene scoppiato dall'A5 di Trok, costringendolo immediatamente al rientro; anche Papa, da lì a breve, sommerge il tavolo di una litania di bestemmie, con il suo tris di K al flop che non può nulla contro il colore di Rega, ma pure il noto trombeur des femmes decide di rientrare. Il primo a salutare definitivamente la compagnia, e dopo le sculate della volta scorsa non poteva essere altrimenti, è Divo, impotente a letto e contro il colore pescato da TeoCorio; ma da quel momento si scatena Rega. Papadio, che nel frattempo si prepara una cena a base di tonno scaduto e gallette di merda, paga nuovamente dazio con il suo AQ umiliato dal secondo colore di Rega; poco dopo, ancora AQ per Teo distrutto dal tris di 7 al flop dello stesso Rega. Corio a quel punto se la prende con un noto suino delle alte sfere, ma può solo fare da spettatore agli ultimi tre players rimasti. Si gioca dunque per il podio, per le medaglie, per la gloria. Bronzo e zero Euro per Trok, eliminato nel più tradizionale dei QQ contro KK dal sempre più sorprendente Zoccali, una buona carriera online alle spalle e uno stile di gioco parecchio scazzato ma efficace. All'heads up, il novarese parte in tromba con una serie di clamorosi bluff che portano un Rega non aiutato dal mazziere ad un passo dal ko, ma appena le carte girano parte la rrrremuntada, coronata, tanto per dire, da un colore con KQ al river contro AJ che pesca J al flop.
Dunque, per Rega si tratta del secondo braccialetto della carriera, al termine di un torneo dove la fortuna ha indubbiamente fatto la sua parte, ma anche il bel gioco non ha latitato. Di più, lo stesso Rega passa al primo posto della money list 2011 con 85 euro. Alla faccia tua, Albi. =)
Comunque dai, facciamo i seri. C'è chi è in America a sbancare i casinò locali (Ste), chi continua a fare l'apprendista urologo (Ema), chi è stato rapito dalla Banda della Magliana (Albi): a proposito di Albi, ieri è giunta la richiesta di riscatto accompagnata da un "pezzo del suo corpo", a detta dei sequestratori, che infatti hanno allegato un frenulo alla lettera; tuttavia, essendo noto che il buon Alberto è circonciso, si capisce come i rapitori non stiano facendo sul serio.
Con tutte queste assenze, urgono il rientro di un Papadio fresco di Lloret de Mar e di esperienze bi/transex e il debutto assoluto di Marco Zoccali, laureando con lode in Scienze e Tecnologie Alimentari della provincia di Novara, subito nel cuore di tutti per una pacatezza e un'ironia che ricordano tanto il Giuseppe Giacobazzi di Zelig. Al loro fianco, la solita ossatura composta da Teo, Rega, Divo e Trok. Per Corio non è una serata fortunata, lo si capisce quando il suo AJ viene scoppiato dall'A5 di Trok, costringendolo immediatamente al rientro; anche Papa, da lì a breve, sommerge il tavolo di una litania di bestemmie, con il suo tris di K al flop che non può nulla contro il colore di Rega, ma pure il noto trombeur des femmes decide di rientrare. Il primo a salutare definitivamente la compagnia, e dopo le sculate della volta scorsa non poteva essere altrimenti, è Divo, impotente a letto e contro il colore pescato da TeoCorio; ma da quel momento si scatena Rega. Papadio, che nel frattempo si prepara una cena a base di tonno scaduto e gallette di merda, paga nuovamente dazio con il suo AQ umiliato dal secondo colore di Rega; poco dopo, ancora AQ per Teo distrutto dal tris di 7 al flop dello stesso Rega. Corio a quel punto se la prende con un noto suino delle alte sfere, ma può solo fare da spettatore agli ultimi tre players rimasti. Si gioca dunque per il podio, per le medaglie, per la gloria. Bronzo e zero Euro per Trok, eliminato nel più tradizionale dei QQ contro KK dal sempre più sorprendente Zoccali, una buona carriera online alle spalle e uno stile di gioco parecchio scazzato ma efficace. All'heads up, il novarese parte in tromba con una serie di clamorosi bluff che portano un Rega non aiutato dal mazziere ad un passo dal ko, ma appena le carte girano parte la rrrremuntada, coronata, tanto per dire, da un colore con KQ al river contro AJ che pesca J al flop.
Dunque, per Rega si tratta del secondo braccialetto della carriera, al termine di un torneo dove la fortuna ha indubbiamente fatto la sua parte, ma anche il bel gioco non ha latitato. Di più, lo stesso Rega passa al primo posto della money list 2011 con 85 euro. Alla faccia tua, Albi. =)
lunedì 15 agosto 2011
Finalmente Divo!
Lo avevamo detto nelle scorse settimane: Divo è in forma. Sarà la calda aria estiva, saranno le limonate del mare, sarà semplicemente un periodo di sculate, ma il ragazzo aveva dimostrato negli ultimi poker una particolare aggressività, incutendo timore in tutti i suoi rivali che dovevano rifugiarsi nei fold. Mancava la ciliegina sulla torta, mancava la vittoria, che è finalmente arrivata ieri sera al termine di un heads up infinito con Trok. Ma andiamo con ordine.
Al tavolo verde si siedono Teo, Divo, Trok, Rega, Lamo, il suo debuttante fratello Simone e un ragazzo col crestino biondo platinato la cui carta d'identità reca il nome Alberto Riganti: si tratta presumibilmente di un barbone che ha aggredito e sequestrato il vero Albi, rubandogli i documenti. Comunque, non c'è nemmeno tempo di dare il fischio d'inizio che incominciano i botti, con Teo che va all-in alla terza mano, ma il suo 55 viene scoppiato dal KK di turbochiappa Lamo. Ovviamente, il padrone di casa si avvale del rientro, e la stessa procedura viene a breve seguita da Trok, il cui ridicolo all-in con 28 viene annientato dall'AK di Rega. In cinque minuti di gioco i rientri sono già terminati, ma verso le 22.30 inizia a delinearsi il copione della serata, vale a dire un Divo imbattibile, più cinico di Ibrahimovic, più fortunato di Mourinho, più negro di Eto'o. Prova uno: all-in di TeoCorio con doppia coppia pescata al turn, tris d'assi che scende al river per Divo, una mano accolta con filosofia da Teo, ritiratosi a bestemmiare in salotto. Prova due: tris di J di un cortissimo Simone dominato da un tranquillo colore al flop di Divo, e restano solo cinque concorrenti. Prova tre: il sequestratore di Albi si gioca tutto con 4/5 di colore al flop, ma tali restano anche dopo il turn e il river, e il tris di 5 di Divo vince anche stavolta. Prova quattro: all-in di Rega con 77, niente da fare contro il QQ di Divo. A quel punto il sottoscritto si alza dal tavolo, recita silenziosamente una decina di rosari, scaglia ripetutamente tutto ciò che gli capita in mano a terra e infine si ricompone accettando pacificamente il verdetto. Inutile dire che l'ingegner Divizia, che ha pagato il buy in con due ricariche per estintori, ha uno stack più o meno decuplo rispetto a Trok e Lamo: tuttavia, Trok recupera sapientemente mano dopo mano e riduce il divario, sbarazzandosi di Lamo (più serio e meno sculato del solito, a dire il vero) con AQ contro A4. Inizia quindi un heads up da paura, interminabile, con continui colpi di scena e ribaltamenti di fronte, come se si sfidassero il Barcellona di Guardiola e il Milan di Allegri: insomma, spettacolo puro e pronostico impossibile. Alla fine, dopo una serie di montagne russe e con i players sempre più stanchi, è proprio Divo a portarsi a casa meritatamente il braccialetto del vincitore. La sua è un'impresa a tutti gli effetti, quasi strappalacrime, paragonabile alla Grecia degli Europei 2004 o a quando Peter Griffin dimentica come ci si siede. 30 euro per lui, 15 e un estintore per Trok, le briciole per gli altri, sfortunati o semplicemente imbranati. Il vincitore ha già fatto sapere che devolverà il premio nel fondo cassa comune per pagare il riscatto di Albi.
Al tavolo verde si siedono Teo, Divo, Trok, Rega, Lamo, il suo debuttante fratello Simone e un ragazzo col crestino biondo platinato la cui carta d'identità reca il nome Alberto Riganti: si tratta presumibilmente di un barbone che ha aggredito e sequestrato il vero Albi, rubandogli i documenti. Comunque, non c'è nemmeno tempo di dare il fischio d'inizio che incominciano i botti, con Teo che va all-in alla terza mano, ma il suo 55 viene scoppiato dal KK di turbochiappa Lamo. Ovviamente, il padrone di casa si avvale del rientro, e la stessa procedura viene a breve seguita da Trok, il cui ridicolo all-in con 28 viene annientato dall'AK di Rega. In cinque minuti di gioco i rientri sono già terminati, ma verso le 22.30 inizia a delinearsi il copione della serata, vale a dire un Divo imbattibile, più cinico di Ibrahimovic, più fortunato di Mourinho, più negro di Eto'o. Prova uno: all-in di TeoCorio con doppia coppia pescata al turn, tris d'assi che scende al river per Divo, una mano accolta con filosofia da Teo, ritiratosi a bestemmiare in salotto. Prova due: tris di J di un cortissimo Simone dominato da un tranquillo colore al flop di Divo, e restano solo cinque concorrenti. Prova tre: il sequestratore di Albi si gioca tutto con 4/5 di colore al flop, ma tali restano anche dopo il turn e il river, e il tris di 5 di Divo vince anche stavolta. Prova quattro: all-in di Rega con 77, niente da fare contro il QQ di Divo. A quel punto il sottoscritto si alza dal tavolo, recita silenziosamente una decina di rosari, scaglia ripetutamente tutto ciò che gli capita in mano a terra e infine si ricompone accettando pacificamente il verdetto. Inutile dire che l'ingegner Divizia, che ha pagato il buy in con due ricariche per estintori, ha uno stack più o meno decuplo rispetto a Trok e Lamo: tuttavia, Trok recupera sapientemente mano dopo mano e riduce il divario, sbarazzandosi di Lamo (più serio e meno sculato del solito, a dire il vero) con AQ contro A4. Inizia quindi un heads up da paura, interminabile, con continui colpi di scena e ribaltamenti di fronte, come se si sfidassero il Barcellona di Guardiola e il Milan di Allegri: insomma, spettacolo puro e pronostico impossibile. Alla fine, dopo una serie di montagne russe e con i players sempre più stanchi, è proprio Divo a portarsi a casa meritatamente il braccialetto del vincitore. La sua è un'impresa a tutti gli effetti, quasi strappalacrime, paragonabile alla Grecia degli Europei 2004 o a quando Peter Griffin dimentica come ci si siede. 30 euro per lui, 15 e un estintore per Trok, le briciole per gli altri, sfortunati o semplicemente imbranati. Il vincitore ha già fatto sapere che devolverà il premio nel fondo cassa comune per pagare il riscatto di Albi.
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