Lo avevamo detto nelle scorse settimane: Divo è in forma. Sarà la calda aria estiva, saranno le limonate del mare, sarà semplicemente un periodo di sculate, ma il ragazzo aveva dimostrato negli ultimi poker una particolare aggressività, incutendo timore in tutti i suoi rivali che dovevano rifugiarsi nei fold. Mancava la ciliegina sulla torta, mancava la vittoria, che è finalmente arrivata ieri sera al termine di un heads up infinito con Trok. Ma andiamo con ordine.
Al tavolo verde si siedono Teo, Divo, Trok, Rega, Lamo, il suo debuttante fratello Simone e un ragazzo col crestino biondo platinato la cui carta d'identità reca il nome Alberto Riganti: si tratta presumibilmente di un barbone che ha aggredito e sequestrato il vero Albi, rubandogli i documenti. Comunque, non c'è nemmeno tempo di dare il fischio d'inizio che incominciano i botti, con Teo che va all-in alla terza mano, ma il suo 55 viene scoppiato dal KK di turbochiappa Lamo. Ovviamente, il padrone di casa si avvale del rientro, e la stessa procedura viene a breve seguita da Trok, il cui ridicolo all-in con 28 viene annientato dall'AK di Rega. In cinque minuti di gioco i rientri sono già terminati, ma verso le 22.30 inizia a delinearsi il copione della serata, vale a dire un Divo imbattibile, più cinico di Ibrahimovic, più fortunato di Mourinho, più negro di Eto'o. Prova uno: all-in di TeoCorio con doppia coppia pescata al turn, tris d'assi che scende al river per Divo, una mano accolta con filosofia da Teo, ritiratosi a bestemmiare in salotto. Prova due: tris di J di un cortissimo Simone dominato da un tranquillo colore al flop di Divo, e restano solo cinque concorrenti. Prova tre: il sequestratore di Albi si gioca tutto con 4/5 di colore al flop, ma tali restano anche dopo il turn e il river, e il tris di 5 di Divo vince anche stavolta. Prova quattro: all-in di Rega con 77, niente da fare contro il QQ di Divo. A quel punto il sottoscritto si alza dal tavolo, recita silenziosamente una decina di rosari, scaglia ripetutamente tutto ciò che gli capita in mano a terra e infine si ricompone accettando pacificamente il verdetto. Inutile dire che l'ingegner Divizia, che ha pagato il buy in con due ricariche per estintori, ha uno stack più o meno decuplo rispetto a Trok e Lamo: tuttavia, Trok recupera sapientemente mano dopo mano e riduce il divario, sbarazzandosi di Lamo (più serio e meno sculato del solito, a dire il vero) con AQ contro A4. Inizia quindi un heads up da paura, interminabile, con continui colpi di scena e ribaltamenti di fronte, come se si sfidassero il Barcellona di Guardiola e il Milan di Allegri: insomma, spettacolo puro e pronostico impossibile. Alla fine, dopo una serie di montagne russe e con i players sempre più stanchi, è proprio Divo a portarsi a casa meritatamente il braccialetto del vincitore. La sua è un'impresa a tutti gli effetti, quasi strappalacrime, paragonabile alla Grecia degli Europei 2004 o a quando Peter Griffin dimentica come ci si siede. 30 euro per lui, 15 e un estintore per Trok, le briciole per gli altri, sfortunati o semplicemente imbranati. Il vincitore ha già fatto sapere che devolverà il premio nel fondo cassa comune per pagare il riscatto di Albi.
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